Il Parlamento europeo e le attività dei deputati eletti in Italia nella legislatura 2009-2014

2 maggio 2014 di Mauro Varotto


Articolo 10 del Trattato sull’Unione europea:

1. Il funzionamento dell’Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa.

2. I cittadini sono direttamente rappresentati, a livello dell’Unione, nel Parlamento europeo.

Gli Stati membri sono rappresentati nel Consiglio europeo dai rispettivi capi di Stato o di governo e nel Consiglio dai rispettivi governi, a loro volta democraticamente responsabili dinanzi ai loro parlamenti nazionali o dinanzi ai loro cittadini.

3. Ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell’Unione. Le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini.

4. I partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell’Unione.

 

Il Parlamento europeo è una delle sette istituzioni dell’Unione europea, l’unica a essere eletta direttamente dai cittadini dell’Unione, come stabilito dall’art. 14, prf. 3 del Trattato sull’Unione europea (TUE): “I membri del Parlamento europeo sono eletti a suffragio universale diretto, libero e segreto, per un mandato di cinque anni”.

Le funzioni del Parlamento europeo, nell’ambito del sistema istituzionale dell’Unione europea, sono efficacemente sintetizzate dal medesimo art. 14, prf. 1 del TUE, in vigore dal 1 dicembre 2009: il Parlamento europeo esercita, congiuntamente al Consiglio dell’Unione europea, la funzione legislativa e la funzione di bilancio; esercita anche funzioni di controllo politico e funzioni consultive, in base a quanto indicato nei Trattati istitutivi.

Inoltre, e questa sarà la vera novità della prossima legislatura che inizierà nel 2014, il Parlamento europeo eleggerà il Presidente della Commissione europea che, come è noto, sarà rinnovato nell’autunno prossimo.

Breve cronistoria del Parlamento europeo

Il Parlamento europeo nasce come Assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), istituita con il Trattato di Parigi del 18 aprile 1951: la sede fu stabilita a Strasburgo, nella Francia orientale, e vi partecipavano i delegati dei Parlamenti nazionali, designati in base a procedure interne stabilite da ciascuno dei sei Stati membri originari della CECA, tra i quali l’Italia.

Il 25 marzo 1957, a seguito della sottoscrizione dei Trattati di Roma – che istituirono la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) -, fu creata l’Assemblea parlamentare europea, unica per le tre Comunità, alla quale ancora partecipavano i delegati inviati dai Parlamenti nazionali.

Il 30 marzo 1962 l’Assemblea prese il nome attuale di Parlamento europeo.

Alla Conferenza di Parigi del 9 e 10 dicembre 1974, i Capi di Stato e di Governo delle Comunità europee assunsero l’impegno politico di far eleggere il Parlamento europeo a suffragio universale diretto: le prime elezioni, infatti, si svolsero nel mese di giugno del 1979.

Composizione del Parlamento europeo

L’art. 14, prf, 2 del TUE dispone che: “Il Parlamento europeo è composto di rappresentanti dei cittadini dell’Unione”.

Il loro numero non può essere superiore a settecentocinquanta, più il presidente. La rappresentanza dei cittadini dei 28 Stati dell’Unione è garantita in modo degressivamente proporzionale, con una soglia minima di sei membri per ciascuno Stato membro. A nessuno Stato membro sono assegnati più di novantasei seggi.

Quindi, a maggio 2014, saranno eletti al Parlamento europeo 751 rappresentanti dei cittadini dell’Unione, di cui 73 assegnati all’Italia.

Tuttavia, il Parlamento europeo eletto nell’ultima legislatura, iniziata nel giugno del 2009 (quindi, prima dell’entrata in vigore del trattato di Lisbona che detta le attuali regole), aveva 736 deputati, aumentati a 766, a seguito dell’ingresso della Croazia nell’Unione.

I deputati del Parlamento europeo sono divisi in gruppi politici e non in gruppi nazionali: l’art. 10, prf. 4 del TUE riconosce che “I partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell’Unione.”

L’ultima legislatura 2009-2014 vede la seguente composizione politica del Parlamento europeo (senza la Croazia):

 

La legislatura 2009-2014 e l’attività dei deputati italiani

L’organizzazione indipendente “VoteWatch Europa”, sulla base dei dati ufficiali forniti dalle stesse Istituzioni europee, ha analizzato le presenze e le assenze, nonché le attività svolte dai singoli deputati eletti nella legislatura che si sta concludendo, nelle sedute plenarie del Parlamento europeo che si sono tenute tra il 14 luglio 2009 e il 14 aprile 2014.

Il grafico seguente rappresenta la media delle presenze dei deputati attualmente eletti, Paese per Paese, nel quale i 73 deputati eletti in Italia spiccano per aver registrato un tasso di assenteismo tra i più alti nell’Unione europea, riportando una media complessiva del 78,68% di presenze alle votazioni delle sedute plenarie del Parlamento europeo.

Le percentuali, paese per paese, sono riportate nella seguente tabelle, in ordine decrescente:

La “media italiana” penalizza i deputati del Parlamento europeo eletti in Italia che, invece, sono risultati tra i più presenti. I primi dieci più presenti, come si può evincere dalle percentuali di partecipazione riportate nell’ultima colonna a destra, sono i seguenti:

I dieci deputati del Parlamento europeo eletti in Italia e risultati più assenti, invece, sono i seguenti, come risulta dalle % di partecipazione evidenziate sempre nella terza colonna, a destra:

 

Presenze e assenze non esauriscono, tuttavia, le analisi compiute da “VoteWatch Europa”: sul sito web dell’organizzazione è possibile elaborare anche altre statistiche interessanti.

A esempio, una riguarda i deputati del Parlamento europeo più attivi nel farsi carico di seguire, come relatori, i provvedimenti legislativi esaminati e approvati dal Parlamento europeo nell’attuale legislatura.

Tra i deputati eletti in Italia, i dieci più direttamente impegnati nel processo legislativo, come evidenziato nei dati riportati nella prima colonna, sono i seguenti:

 

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI:

VoteWatch Europe

 

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