Immigrazione: se l’Italia lascia esplodere il problema e pretende che siano altri a risolverlo …

14 maggio 2014 di Mauro Varotto

In questi giorni, nel pieno dell’emergenza immigrazione, il Governo italiano non trova di meglio da fare che scaricare sull’Unione europea i risultati della fallimentare gestione “nostrana” dei flussi di immigrati nel Mediterraneo. Come ho avuto modo di scrivere in un precedente articolo, in questi ultimi anni, l’Unione europea non solo ha stanziato a favore dell’Italia importanti risorse finanziarie per il problema dell’immigrazione, ma ha anche approvato una nuova legislazione per tentare di prevenire e gestire il fenomeno dalla fonte, cioè dai Paesi di partenza degli immigrati stessi. Più di questo i Trattati oggi non le consentono di fare. In Italia, non abbiamo né utilizzato le risorse finanziarie dell’Unione, né abbiamo correttamente applicato le nuove norme. Né abbiamo mai avuto una politica nazionale dell’immigrazione. Cosa ancora peggiore è scoprire che, di fronte alle ripetute sollecitazioni dell’Unione europea – l’ultima lettera è datata 11 marzo 2014 -, che ha chiesto al Governo italiano indicazioni concrete “su quello che la Commissione europea può fare in più rispetto a quanto già messo in campo”, il Governo non ha neppure risposto, come è emerso dagli uffici della stessa Commissione. Insomma, in Italia, invece di prevenire e affrontare il problema immigrazione, invece di sfruttare le risorse e le norme europee, abbiamo aspettato che la situazione esplodesse. A chi giova tutto questo? Tuttavia, vi è un aspetto, se possibile, ancora più odioso nella gestione italiana del fenomeno dell’immigrazione: è il creare allarme sociale, disinformazione, l’esagerare demagogicamente i numeri dei flussi migratori verso l’Italia, a meri fini di propaganda politica. Ad ascoltare chi ci rappresenta nelle istituzioni, sembra che oggi siamo “sommersi” dagli immigrati provenienti dal Mediterraneo, come nel 1991 eravamo “sommersi” dagli immigrati albanesi (qualcuno ricorda la data del 7 marzo 1991? Quel giorno arrivarono nel porto di Brindisi, a bordo di navi mercantili e di imbarcazioni di ogni tipo, 27.000 migranti albanesi. Qualche mese dopo, l’8 agosto, ne arrivarono altri 20.000, sempre in Puglia). Invece, se ampliamo lo sguardo a livello europeo e se guardiamo i dati, scopriamo che l’Italia ha subito, in quest’ultimo periodo, alla pari di altri Stati membri, un aumento dei flussi migratori, ma sono ben altri i Paesi dell’Unione che ricevono le maggiori richieste di asilo. In particolare, in base ai dati ufficiali dell’Eurostat, pubblicati da poco e riportati nelle seguenti tabelle, nel 2013, la Germania ha ricevuto 126.705 richieste di asilo, la Francia 64.760, la Svezia 54.270, il Regno Unito 29.875. E l’Italia? 27.930 richieste di asilo sulle 434.160 richieste complessive nei 28 Paesi dell’Unione: il 6% del totale. Germania, Francia e Svezia, da soli, ricevono più del 50% di tutte le richieste di asilo che pervengono annualmente in Europa. Eppure, secondo i nostri rappresentanti politici, sembra che tutti gli immigrati che arrivano nell’Unione europea chiedano asilo all’Italia …

Richiedenti asilo nel 2013. Fonte: Eurostat (online data code: migr_asyappctzm)

Richiedenti asilo nel 2013. Fonte: Eurostat (online data code: migr_asyappctzm)

Richiedenti asilo nel 2013. Fonte: Eurostat (online data code: migr_asyappctzm)

Richiedenti asilo nel 2013. Fonte: Eurostat (online data code: migr_asyappctzm)

Silenzio imbarazzato, invece, e sottovalutazione del numero di coloro che hanno perso la vita nel Mediterraneo tentando di fuggire dalla guerra, dalle persecuzioni o dalle carestie: secondo i risultati di una inchiesta giornalistica indipendente, condotta da 12 giornalisti di 6 diversi Paesi europei, in 14 anni – dal 2000 ad oggi – sarebbero morte oltre 23.000 persone nel tentativo di raggiungere l’Europa, 1.600 persone all’anno, una cifra superiore del 50% rispetto alle stime ufficiali diffuse dai Governi. I risultati dell’inchiesta e il progetto che ne è nato, sono stati divulgati in un apposito sito web: The Migrants Files.   ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE: Gli ultimi dati Eurostat sui richiedenti asilo nei Paesi dell’Unione sono stati pubblicati nel marzo 2014. Che cosa può concretamente fare l’Unione europea in questo ambito, in base ai poteri che gli Stati hanno attribuito a essa, e che cosa fa, è spiegato nel sito web della Direzione generale “Affari interni” della Commissione europea.

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