Le raccomandazioni di politica economica della Commissione europea indirizzate all’Italia per il 2014-2015: 2. le 38 cose da fare nel 2014-2015

9 giugno 2014 di Mauro Varotto

Al fine di rimuovere gli ostacoli alla crescita del nostro Paese, la Commissione europea ha formulato una serie di otto “raccomandazioni”, che il Consiglio dei Ministri dell’Economia e delle Finanze dei 28 Paesi dell’Unione ratificherà il prossimo 8 luglio.

Si tratta di indirizzi di politica economica che si basano su una rigorosa analisi della situazione economica del nostro Paese, che ho illustrato nel precedente articolo, e che influenzeranno la programmazione economica dell’Italia e saranno alla base della “legge di stabilità” che il Governo presenterà in autunno.

In particolare, le raccomandazioni del 2014 riguardano otto ambiti dell’azione di governo e si articolano in un pacchetto di 38 provvedimenti che l’Unione europea chiede all’Italia di adottare, tra il 2014 e il 2015:

 

1. Finanze pubbliche:

  • nel 2014, rafforzare le misure di bilancio alla luce dell’emergere di uno scarto rispetto ai requisiti del patto di stabilità e crescita;
  • nel 2015, operare un sostanziale rafforzamento della strategia di bilancio al fine di garantire il rispetto del requisito di riduzione del debito;
  • portare a compimento l’ambizioso piano di privatizzazioni;
  • attuare i significativi risparmi annunciati provenienti da un miglioramento duraturo dell’efficienza e della qualità della spesa pubblica a tutti i livelli di governo, preservando però la spesa che promuove la crescita, cioè la spesa in ricerca e sviluppo, innovazione, istruzione e progetti di infrastrutture essenziali;
  • entro settembre 2014, garantire l’indipendenza e la piena operabilità dell’Ufficio parlamentare di bilancio;

 

2. Tassazione:

  • trasferire il carico fiscale dai fattori di produzione (ad esempio, il lavoro) ai consumi, ai beni immobili e all’ambiente;
  • valutare l’efficacia della recente riduzione del cuneo fiscale, assicurandone il rifinanziamento per il 2015;
  • riesaminare le agevolazioni fiscali dirette e allargare la base imponibile, soprattutto sui consumi;
  • vagliare l’adeguamento delle accise sul diesel a quelle sulla benzina e la loro indicizzazione legata all’inflazione, eliminando le sovvenzioni dannose per l’ambiente;
  • entro marzo 2015, attuare la legge delega di riforma fiscale, in particolare approvando i decreti che riformano il sistema catastale onde garantire l’efficacia della riforma sulla tassazione dei beni immobili;
  • sviluppare ulteriormente il rispetto degli obblighi tributari, rafforzando la prevedibilità del fisco, semplificando le procedure, migliorando il recupero dei debiti fiscali e modernizzando l’amministrazione fiscale;
  • perseverare nella lotta all’evasione fiscale;
  • adottare misure aggiuntive per contrastare l’economia sommersa e il lavoro irregolare;

3. Pubblica amministrazione:

  • aumentare gli sforzi per far progredire l’efficienza della pubblica amministrazione, precisare le competenze a tutti i livelli di governo;
  • garantire una migliore gestione dei fondi dell’Unione europea con un’azione risoluta di miglioramento della capacità di amministrazione, della trasparenza, della valutazione e del controllo di qualità a livello regionale, specialmente nelle regioni del Mezzogiorno;
  • entro la fine del 2014, potenziare ulteriormente l’efficacia delle misure anticorruzione, in particolare rivedendo l’istituto della prescrizione e rafforzando i poteri dell’autorità nazionale anticorruzione;
  • monitorare tempestivamente gli effetti delle riforme adottate per aumentare l’efficienza della giustizia civile;

 

4. Settore finanziario:

  • rafforzare la resilienza del settore bancario, garantendone la capacità di gestire e liquidare le attività deteriorate per garantire l’erogazione di prestiti all’economia reale;
  • promuovere l’accesso delle imprese, soprattutto di quelle di piccole e medie dimensioni, ai finanziamenti non bancari;
  • continuare a promuovere e monitorare pratiche efficienti di governo societario in tutto il settore bancario, con particolare attenzione alle grandi banche cooperative (banche popolari) e alle fondazioni, al fine di migliorare l’efficacia dell’intermediazione finanziaria;

 

5. Mercato del lavoro e coesione sociale:

 

  • entro la fine del 2014, valutare gli effetti delle riforme del mercato del lavoro e del quadro di fissazione dei salari sulla creazione di posti di lavoro, sulle procedure di licenziamento, sulla dicotomia del mercato del lavoro e sulla competitività di costo, valutando la necessità di ulteriori interventi;
  • adoperarsi per una piena tutela sociale dei disoccupati, limitando tuttavia l’uso della cassa integrazione guadagni per facilitare la riallocazione della manodopera;
  • entro settembre 2014, rafforzare il legame tra le politiche del mercato del lavoro attive e passive, a partire dalla presentazione di una tabella di marcia dettagliata degli interventi;
  • potenziare il coordinamento e l’efficienza dei servizi pubblici per l’impiego in tutto il paese;
  • entro marzo 2015, intervenire concretamente per aumentare il tasso di occupazione femminile, adottando misure che riducano i disincentivi fiscali al lavoro delle persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare, e fornire adeguati servizi di assistenza e custodia;
  • entro la fine del 2014, fornire in tutto il paese servizi idonei ai giovani non iscritti alle liste dei servizi pubblici per l’impiego ed esigere un impegno più forte da parte del settore privato a offrire apprendistati e tirocini di qualità, in conformità agli obiettivi della garanzia per i giovani;
  • per far fronte al rischio di povertà e di esclusione sociale, estendere gradualmente il regime pilota di assistenza sociale, senza incidenze di bilancio, assicurando un’assegnazione mirata, una condizionalità rigorosa e un’applicazione uniforme su tutto il territorio, e rafforzarne la correlazione con le misure di attivazione;
  • migliorare l’efficacia dei regimi di sostegno alla famiglia e la qualità dei servizi a favore dei nuclei familiari a basso reddito con figli;

 

6. Istruzione:

  • rendere operativo il sistema nazionale per la valutazione degli istituti scolastici per migliorare i risultati della scuola e, di conseguenza, ridurre i tassi di abbandono scolastico;
  • accrescere l’apprendimento basato sul lavoro negli istituti per l’istruzione e la formazione professionale del ciclo secondario superiore e rafforzare l’orientamento professione nel ciclo terziario;
  • istituire un registro nazionale delle qualifiche per garantire un ampio riconoscimento delle competenze;
  • assicurare che i finanziamenti pubblici premino in modo più congruo la qualità dell’istruzione superiore e della ricerca;

 

7. Impresa e mercato:

  • approvare la normativa in itinere volta a semplificare il contesto normativo a vantaggio delle imprese e dei cittadini e colmare le lacune attuative delle leggi in vigore;
  • promuovere l’apertura del mercato e rimuovere gli ostacoli rimanenti e le restrizioni alla concorrenza nei settori dei servizi professionali e dei servizi pubblici locali, delle assicurazioni, della distribuzione dei carburanti, del commercio al dettaglio e dei servizi postali;
  • potenziare l’efficienza degli appalti pubblici, specialmente tramite la semplificazione delle procedure attraverso l’uso degli appalti elettronici, la razionalizzazione delle centrali d’acquisto e la garanzia della corretta applicazione delle regole relative alle fasi precedenti e successive all’aggiudicazione;
  • in materia di servizi pubblici locali, applicare con rigore la normativa che impone di rettificare entro il 31 dicembre 2014 i contratti che non ottemperano alle disposizioni sugli affidamenti in house;

 

8. Industrie di rete:

  • entro settembre 2014, garantire la pronta e piena operatività dell’Autorità di regolazione dei trasporti;
  • approvare l’elenco delle infrastrutture strategiche del settore energetico e potenziare la gestione portuale e i collegamenti tra i porti e l’entroterra

 

Come si collocano i programmi di riforma dell’attuale Governo, rispetto alle “raccomandazioni” formulate dall’Unione europea?

Una attenta analisi del programma nazionale di riforma presentato dal Governo italiano il 22 aprile scorso – e che ho illustrato in un apposito articolo -, induce la Commissione europea ad esprimere il seguente giudizio sulle riforme proposte dall’Italia:

“Le priorità presentate nel programma nazionale di riforma 2014 rispecchiano le principali problematiche individuate nell’esame approfondito 2014 dell’Italia e nel presente documento di lavoro dei servizi della Commissione. Il programma nazionale di riforma illustra un piano d’azione esauriente, ambizioso e con scadenze temporali per il periodo di riferimento del programma, finalizzato a: rivedere e migliorare l’efficienza della spesa pubblica; rivedere il quadro istituzionale al fine di razionalizzare il processo legislativo e facilitare l’attuazione; riformare il sistema tributario; migliorare ulteriormente i mercati dei prodotti e del lavoro; migliorare il sistema di istruzione; semplificare il contesto normativo e modernizzare la pubblica amministrazione, compresa la giustizia. Le misure previste dal piano sono indice di una volontà di riforma che potrebbe contribuire a risolvere efficacemente i problemi dell’Italia, se concepita in modo appropriato, attuata in modo rigoroso e nel rispetto del calendario fissato nel programma.”

Si tratta, come si può leggere dalle parole della Commissione europea, di una nuova, ulteriore, apertura di credito all’Italia: la quarta, al quarto governo italiano, in quattro anni, e al quarto programma di riforme strutturali annunciate.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Raccomandazione della Commissione europea, Raccomandazione del Consiglio sul programma nazionale di riforma 2014 dell’Italia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2014 dell’Italia, COM(2014) 413 del 2.6.2014

Documento di lavoro dei servizi della Commissione, Valutazione del programma nazionale di riforma e del programma di stabilità 2014 dell’ITALIA, doc. SWD(2014) 413 del 2.6.2014

I documenti relativi agli altri Paesi dell’Unione europea sono disponibili nella pagina della Commissione europea dedicata al “Semestre europeo 2014”

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