Il semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea, nel segno del viaggio, della speranza e della libertà

1 luglio 2014 di Mauro Varotto

Il semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea, che inizia formalmente oggi, cade in un periodo di vuoto istituzionale a livello europeo.

Come è noto, il Parlamento europeo è stato appena eletto e si insedierà il 14 luglio prossimo.

Il nuovo Presidente della Commissione europea è stato designato, a maggioranza qualificata, nel Vertice europeo del 26 e 27 giugno scorsi; ora, Jean Claude Junker dovrà essere eletto dal Parlamento europeo e si insedierà, assieme alla nuova Commissione europea, l’1 novembre 2014: solo allora presenterà il primo atto ufficiale, gli “obiettivi strategici quinquennali per il periodo 2015-2019”, in cui sarà descritto il programma di massima della nuova Commissione per i cinque anni del suo mandato.

Con la Commissione, sarà nominato anche il nuovo Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che ha il compito di guidare la politica esterna dell’Unione europea.

Infine, il Presidente permanente del Consiglio europeo entrerà in carica dopo la scadenza del mandato dell’attuale presidente, Herman Van Rompuy, cioè l’1 dicembre 2013: non è stato ancora designato e, comunque, è già previsto nella programmazione dell’Unione europea che solo nella primavera del 2015 verranno decisi gli orientamenti e le priorità politiche generali dell’Unione europea per i prossimi anni, in particolare nel campo del coordinamento delle politiche economiche nazionali e della revisione di medio periodo della strategia per la crescita e l’occupazione, su cui si basano le politiche e i programmi dell’Unione europea, denominata “Europa 2020”.

Quindi, durante la Presidenza italiana si deciderà poco o nulla, sul piano operativo: in questo periodo di vuoto istituzionale, nel semestre luglio-dicembre 2014, non vi saranno nuovi provvedimenti legislativi rilevanti, a parte le nomine ai vertici istituzionali dell’Unione.

 

Ciò non significa che la Presidenza italiana inciderà poco o nulla sulle scelte concrete dell’Unione europea: in questa fase di transizione istituzionale, la Presidenza italiana potrebbe essere una Presidenza di “impostazione strategica”.

Il Governo italiano, assieme ai Governi della Lettonia e del Lussemburgo, che assumeranno la presidenza di turno dell’Unione nei due semestri successivi a quello italiano, ha redatto il “Programma di 18 mesi del Consiglio (1 luglio 2014 – 31 dicembre 2015)”: il programma, approvato dal Consiglio Affari Generali del 24 giugno 2014, prevede una serie articolata e dettagliata di iniziative per la crescita e l’occupazione, e punta a rafforzare il ruolo dell’Unione europea nel mondo.

Tuttavia, al di là della “ordinaria amministrazione”, la Presidenza italiana potrebbe porsi obiettivi ben più ambiziosi: rilanciare il processo di integrazione europea, avviando una profonda riflessione sul futuro dell’Unione europea.

Potrebbe proporre un più approfondito livello di integrazione, magari esteso a quei settori che, fino ad oggi, sono pressoché esclusi dal campo d’azione dell’Unione europea, quali, per citarne uno, le politiche sociali (ambito che gli Stati continuano a riservare, gelosamente, alla propria esclusiva sovranità, essendo la spesa sociale il principale strumento di creazione del consenso elettorale).

La Presidenza italiana potrebbe anche concorrere a sciogliere le ambiguità di alcuni Stati membri che, da troppo tempo, pretendono di sfruttare tutti i vantaggi dell’integrazione europea, rifiutando di accollarsi la propria parte di oneri: il Regno Unito e l’Ungheria, in primis, ma anche la Repubblica Ceca, oggi rappresentano un vero e proprio ostacolo all’avanzamento del processo di integrazione europea.

A quest’ultimo proposito, nel Vertice europeo del 26 e 27 giugno scorsi, i Capi di Stato e di Governo, di fronte alla opposizione di Regno Unito e Ungheria alla nomina di Jean Claude Junker alla Presidenza della Commissione europea (opposizione i cui motivi “veri” sono da ricercare nel fatto che Junker è un autentico “federalista” e un “erede politico” di Helmut Kohl e della sua visione dell’unità europea), hanno preso atto, per iscritto, che, tra i 28 Paesi membri, esistono diversi “concetti” di Unione europea.

Infatti, si legge nelle “Conclusioni” del lavoro del Consiglio europeo:

“In questo contesto il Consiglio europeo ha rilevato che il concetto di unione sempre più stretta lascia spazio a percorsi di integrazione diversi per paesi diversi, permettendo a quelli che intendono approfondire l’integrazione di andare avanti in tal senso e rispettando nel contempo il desiderio di chi non intende procedere oltre nell’integrazione”.

Queste parole segnano un passaggio storico, che apre nuove prospettive al processo di creazione di una unione sempre più stretta tra i popoli europei, rispetto alle quali anche l’Italia dovrà decidere da che parte collocarsi, con quali Paesi schierarsi, per costruire quale modello di Unione europea.

La Presidenza italiana potrebbe essere l’occasione per avviare una fase nuova, che sgombri il campo dagli ostacoli ad una più autentica e approfondita Unione europea.

 

Sembrano auspicarlo anche gli studenti del Liceo Artistico Design e Tecnico Grafico ISIS-IPSIA “G. Meroni” di Lissone (Lombardia), la cui rondine, stilizzata con i colori dell’Europa e dell’Italia, è stata selezionata come logo ufficiale del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea: simboleggia il viaggio, la speranza e la libertà.

Il viaggio, la speranza e il desiderio di libertà che accomuna noi “europei”.

 

 

 

Auguro un’estate “rigenerante” ai miei “25 lettori”: per un paio di settimane l’autore di questo blog sarà in vacanza, in un luogo abbastanza lontano dall’Europa per poterne considerare le vicende attuali con più distacco e in una prospettiva storico-culturale più ampia 🙂

 

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Per seguire “in diretta” i lavori della Presidenza italiana, è stato creato un apposito sito internet.

Il “Programma di 18 mesi del Consiglio (1º luglio 2014- 31 dicembre 2015)” – preparato dalla Presidenza italiana, assieme alle due Presidente semestrali successive (quella della Lettonia e del Lussemburgo) – è reperibile nel Registro pubblico dei documenti del Consiglio dell’Unione europea

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