Dove sta andando l’Unione europea? Le priorità politiche dell’agenda strategica per il quinquennio 2015-2020

17 luglio 2014 di Mauro Varotto

Nel Consiglio europeo del 26 e 27 giugno scorsi, i capi di Stato e di Governo dei 28 Paesi membri dell’Unione europea, nel proporre al Parlamento europeo Jean-Claude Juncker, quale candidato alla carica di presidente della Commissione europea, hanno, nel contempo, approvato una nuova agenda strategica, che definisce le priorità chiave dell’azione dell’Unione nei prossimi cinque anni.

L’agenda costituisce un insieme di orientamenti politici rivolti, innanzitutto, alle Istituzioni dell’Unione, che ne dovranno tenere conto nella programmazione annuale e pluriennale e nella programmazione legislativa: pertanto, nei prossimi cinque anni, i lavori della nuova Commissione, del nuovo Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea, saranno organizzati sulla base delle priorità politiche fissate da questa nuova agenda.

In secondo luogo, l’agenda si rivolge anche ai singoli Stati membri e, in particolare, ai relativi Parlamenti e Governi: alla luce dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, l’Unione concentrerà la sua azione solo nei settori in cui un suo intervento fa davvero la differenza, astenendosi dall’agire nei casi in cui i singoli Stati membri possano, da soli, conseguire meglio gli obiettivi decisi in comune.

Le cinque priorità generali dell’Unione europea

Nei prossimi cinque anni l’Unione europea concentrerà la propria azione attorno a cinque priorità generali, al fine, come si legge nell’agenda, “di fornire alle nostre società strumenti per il futuro e promuovere la fiducia”.

Le sfide hanno nomi precisi e, da anni, sono sempre le stesse: economia e lavoro; inclusione sociale; cambiamenti climatici e approvvigionamento energetico; libertà e sicurezza; ruolo dell’Unione nel mondo.

Ciò che cambia, nella nuova agenda dell’Unione, sono l’approccio alle sfide e le risposte che verranno fornite.

1. Come creare economie più forti con più posti di lavoro?

La risposta dei capi di Stato e di Governo alla sfida della crescita dell’economia è la seguente: rispettare il patto di stabilità e crescita, anche sfruttando i possibili margini di flessibilità ai vincoli di bilancio, e continuare a perseguire le riforme strutturali, aggiornando la strategia “Europa 2020” e ponendo l’accento sulle seguenti priorità specifiche:

  • sfruttare appieno il potenziale del mercato unico, in tutte le sue dimensioni, in particolare, completando il mercato interno dei prodotti e servizi e il mercato unico digitale entro il 2015;
  • promuovere un clima favorevole per l’imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro, non da ultimo per le PMI: agevolando l’accesso ai finanziamenti e agli investimenti; garantendo una maggiore resilienza della regolamentazione finanziaria; migliorando il funzionamento del mercato del lavoro e alleggerendo il carico fiscale sul lavoro; riducendo in modo mirato gli oneri amministrativi e i costi di conformità superflui, nel rispetto della protezione dei consumatori e dei lavoratori nonché delle preoccupazioni relative alla salute ed all’ambiente;
  • investire e preparare le nostre economie al futuro: affrontando il fabbisogno di investimenti presente da tempo nei settori delle infrastrutture dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni, nonché dell’efficienza energetica, dell’innovazione e della ricerca, delle competenze, dell’istruzione e dell’innovazione; utilizzando pienamente i fondi strutturali dell’Unione; mobilitando finanziamenti privati e pubblici nel giusto equilibrio e facilitando gli investimenti a lungo termine; utilizzando e sviluppando strumenti finanziari, come quelli della Banca europea per gli investimenti, in particolare per i progetti a lungo termine; fornendo il quadro normativo adeguato per gli investimenti a lungo termine;
  • rafforzare l’attrattiva globale dell’Unione in quanto luogo di produzione e investimenti con una base industriale solida e competitiva e un’agricoltura prospera, e completare i negoziati su accordi commerciali internazionali in uno spirito di reciproco vantaggio e trasparenza, compreso il TTIP, entro il 2015;
  • rendere l’Unione economica e monetaria un fattore di stabilità e crescita più solido e resiliente: con una governance più forte della zona euro e un coordinamento, una convergenza e una solidarietà più solidi tra le politiche economiche.

2. Come creare una società europea che responsabilizza e protegge i suoi cittadini?

L’Unione intende rappresentare una fonte di protezione per i molti cittadini che vivono o temono una situazione di povertà ed esclusione sociale.

Pertanto, nel rispetto delle competenze degli Stati membri, che sono responsabili dei propri sistemi di protezione sociale, le priorità per l’Unione per i prossimi cinque anni saranno le seguenti:

  • contribuire a sviluppare le competenze e a sbloccare i talenti e le opportunità nella vita per tutti: intensificando la lotta alla disoccupazione giovanile; promuovendo le competenze adeguate all’economia moderna e l’apprendimento permanente; facilitando la mobilità dei lavoratori, in particolare nei settori in cui perdurano la mancata copertura dei posti disponibili o squilibri tra domanda e offerta di competenze; tutelando una delle quattro libertà fondamentali dell’Unione, il diritto di tutti i cittadini dell’Unione a circolare liberamente, soggiornare e lavorare in altri Stati membri, anche da eventuali abusi o domande fraudolente;
  • garantire l’equità: contrastando l’evasione e la frode fiscali, affinché tutti contribuiscano in misura equa;
  • contribuire a garantire che tutte le nostre società dispongano di reti di sicurezza proprie atte ad accompagnare i mutamenti e porre rimedio alle disuguaglianze, con sistemi di protezione sociale efficienti, equi e adatti al futuro.

3. Come assicurare un futuro energetico e un futuro climatico sicuri nell’Unione?

L’Unione europea intende evitare che l’Europa dipenda in misura così elevata dalle importazioni di combustibile e gas. Per garantire che il nostro futuro energetico sia pienamente sotto controllo, i capi di Stato e di Governo intendono costruire un’Unione dell’energia avente come obiettivo un’energia a prezzo accessibile, sicura e sostenibile. Inoltre, è altrettanto fondamentale l’efficienza energetica, dato che l’energia più economica e pulita è quella non consumata.

Alla luce di tali sfide, le nuove politiche energetiche e climatiche dell’Unione nei prossimi cinque anni si concentreranno sui seguenti punti:

  • energia a prezzo accessibile per le imprese e i cittadini: contenendo la domanda di energia attraverso una maggiore efficienza energetica; completando il mercato energetico integrato; individuando soluzioni per l’aumento del potere di contrattazione dell’Unione; incrementando la trasparenza sul mercato del gas; incentivando la ricerca, lo sviluppo e la base industriale europea in campo energetico;
  • energia sicura per tutti i Paesi membri: accelerando la diversificazione dell’approvvigionamento energetico e delle relative rotte, anche tramite fonti energetiche rinnovabili, sicure e sostenibili e altre fonti energetiche autoctone, quale strumento per ridurre la dipendenza energetica, in particolare da una singola fonte o da un singolo fornitore; sviluppando le infrastrutture necessarie quali le interconnessioni; fornendo agli attori pubblici e privati il giusto quadro di programmazione affinché possano adottare decisioni di investimento di medio e lungo termine;
  • energia verde: continuando a guidare la lotta al riscaldamento globale in vista della riunione della conferenza delle parti delle Nazioni Unite che si terrà a Parigi nel 2015 e successivamente, anche definendo obiettivi ambiziosi per il 2030 che siano pienamente in linea con l’obiettivo concordato dell’UE per il 2050.

4. Come fare dell’Unione europea uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia?

I cittadini si aspettano che i loro Governi assicurino giustizia, protezione ed equità nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e dello stato di diritto: in questo ambito risulta necessaria un’azione europea congiunta per difendere i comuni valori fondamentali su cui si basa l’Unione.

Considerate le loro dimensioni transfrontaliere, i fenomeni come il terrorismo e la criminalità organizzata richiedono una maggiore cooperazione dell’Unione e stesso vale per le questioni in materia di giustizia, poiché i cittadini sempre più spesso studiano, lavorano, svolgono attività commerciali, si sposano e hanno figli in tutta l’Unione.

Altra sfida nei prossimi anni sarà la gestione dei flussi migratori, che sono in aumento a causa dell’instabilità e della povertà in vaste zone del mondo e delle tendenze demografiche – questione che richiede solidarietà e una condivisione equa delle responsabilità.

Pertanto le priorità del l’Unione per i prossimi cinque anni saranno le seguenti:

  • gestire meglio la migrazione in tutti i suoi aspetti: combattendo le carenze di lavoratori qualificati e attraendo talenti; affrontando con maggiore determinazione la migrazione irregolare; proteggendo coloro che ne hanno bisogno attraverso una solida politica in materia di asilo, con una gestione rafforzata e moderna delle frontiere esterne dell’Unione;
  • prevenire e combattere la criminalità e il terrorismo: inasprendo la lotta contro la criminalità organizzata come la tratta degli esseri umani, il contrabbando e la criminalità informatica; contrastando la corruzione; lottando contro il terrorismo e la radicalizzazione garantendo nel contempo i diritti e i valori fondamentali, compresa la protezione dei dati personali;
  • migliorare la cooperazione giudiziaria fra i Paesi dell’Unione: costruendo collegamenti tra i vari sistemi giudiziari e le varie tradizioni; rafforzando strumenti comuni, compreso Eurojust; tramite il riconoscimento reciproco delle sentenze.

5. Come favorire un’azione congiunta efficace dei Paesi dell’Unione sulla scena mondiale?

Per difendere i nostri interessi e valori e per tutelare i cittadini, è fondamentale un maggior impegno dell’Unione europea nelle questioni di portata mondiale.

Nei prossimi anni saranno pertanto fondamentali le seguenti priorità di politica estera:

  • massimizzare il peso dell’Europa sulla scena mondiale: assicurando la coerenza tra gli obiettivi degli Stati membri e quelli dell’Unione in politica estera e migliorando il coordinamento e la coerenza tra i principali settori dell’azione esterna dell’Unione, come gli scambi commerciali, l’energia, la giustizia e gli affari interni, le politiche di sviluppo ed economiche;
  • essere un partner forte per i Paesi del vicinato dell’Unione: promuovendo stabilità, prosperità e democrazia nei paesi più vicini nel continente europeo, nel Mediterraneo, in Africa e nel Medio Oriente;
  • avviare un dialogo con i partner strategici mondiali dell’Unione, in particolare con i partner transatlantici, su una serie ampia di questioni – dagli scambi commerciali e la sicurezza informatica ai diritti umani e alla prevenzione dei conflitti, alla non proliferazione e alla gestione delle crisi – a livello bilaterale e nei consessi multilaterali;
  • sviluppare la cooperazione in materia di sicurezza e difesa in modo da poter assumere impegni e nostre responsabilità in tutto il mondo: rafforzando la politica di sicurezza e di difesa comune, in piena complementarità con la NATO; garantendo che gli Stati membri mantengano e sviluppino le capacità civili e militari necessarie, anche mediante la messa in comune e la condivisione; intensificando l’industria europea della difesa.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Agenda strategica per l’Unione in una fase di cambiamento, allegato I alle Conclusioni del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno 2014

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