Cinque italiani “eccellenti” in Europa

7 gennaio 2015 di Mauro Varotto

Vorrei iniziare il 2015 con una buona notizia, di quelle che non si trovano nelle pagine dei nostri giornali: c’è un’Italia che piace in Europa, un’Italia che l’Unione europea considera una “eccellenza” da cui tutti dovrebbero prendere esempio.

Un’Italia che è linfa vitale per costruire un’autentica Unione europea.

Nel 2014, questa Italia ha avuto i volti dei Cittadini di Lampedusa e di una preside della Campania; questa Italia di eccellenza si è espressa nel coraggio dei volontari dell’associazione “Libera”; nella dedizione e serietà di coloro che operano nel Centro emergenza per i rifugiati con sede a Milano e, infine, in un ambizioso progetto, di portata nazionale, che mira a trasformare le scuole in laboratori permanenti di creatività, integrazione e multiculturalismo.

Il premio del cittadino europeo

Ogni anno il Parlamento europeo conferisce quattro prestigiosi premi, che rappresentano il riconoscimento di un’eccellenza nel campo dei diritti umani (Premio Sacharov per la libertà di pensiero), della promozione da parte di giovani dai 16 ai 30 anni d’età di progetti di integrazione europea (Premio europeo Carlo Magno per la gioventù), della cultura e dell’identità dell’Europa (Premio LUX per il cinema) e, infine, della promozione del senso civico europeo (Premio del cittadino europeo).

Quest’ultimo premio, in particolare, conosciuto anche col nome latino di “Civi Europaeo Praemium”, è assegnato, annualmente, al massimo a cinquanta cittadini, gruppi o organizzazioni, che si dono distinti per avere ottenuto risultati eccezionali nei seguenti ambiti:

  • per l’impegno nel promuovere una migliore comprensione reciproca e una maggiore integrazione tra le popolazioni degli Stati membri dell’Unione, o nell’agevolare la cooperazione transfrontaliera o transnazionale nella stessa Unione;
  • per azioni quotidiane che traducono in pratica i valori sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

La candidature sono presentate dai deputati del Parlamento europeo: ognuno dei 751 deputati (di cui 73 eletti in Italia), ogni anno, può proporre un’unica candidatura.

La gestione del premio, invece, è assicurata da una “cancelleria”, presieduta dal presidente del Parlamento europeo e composta dai vicepresidenti, da ex-presidenti del medesimo Parlamento, nonché da due eminenti personalità esterne: la cancelleria sceglie i vincitori annuali sulla base di liste di un massimo di cinque candidati per Paese membro, proposte da apposte giurie nazionali, formate, ciascuna, da tre eurodeputati.

Il premio del cittadino europeo 2014

I vincitori del 2014 sono stati scelti dalla Cancelleria del Premio, che si è riunita il 19 dicembre scorso, sotto la presidenza di Sylvie Guillaume, vicepresidente del Parlamento europeo (gruppo S&D) e composta dai vicepresidenti Ildikó Gáll-Pelcz (PPE), Olli Rehn (ALDE) e Dimitrios Papadimoulis (GUE), nonché dall’ex presidente del PE Enrique Barón Crespo (S&D). Per l’Italia, la giuria nazionale 2014, incaricata della selezione dei finalisti era composta dagli europarlamentari Ignazio Corrao (Gruppo EFDD), Elisabetta Gardini (Gruppo PPE), Michela Giuffrida (Gruppo S&D).

Come ho anticipato all’inizio, gli italiani che, nel 2014, hanno vinto questo prestigioso premio sono stati i seguenti cinque:

  • i Cittadini di Lampedusa;
  • l’associazione “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”;
  • il centro SOSERM SOS – Emergenza Rifugiati Milano;
  • il progetto denominato “SOS SCUOLA” di Alveare Cinema, che coinvolge diverse scuola italiane, da Venezia a Palermo;
  • infine, la prof.ssa Maria De Biase, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Teodoro Gaza” di San Giovanni a Piro, in provincia di Salerno (Campania), prima scuola italiana a inserire nel “Piano dell’offerta formativa” il tema della transizione a una economia a basse emissioni di carbonio, non dipendente dai combustibili fossili, quali il petrolio: l’istituto, infatti, è a rifiuti zero e nei vari plessi scolastici si coltivano orti biologici. Ad esempio, il sapone viene autoprodotto a partire dai residui di olio delle cucine delle mense scolastiche e gli studenti non mangiano merendine industriali, ma solo prodotti della tradizione agroalimentare locale.

I premi sono stati consegnati nel corso di cerimonie pubbliche che si sono tenute nei singoli Stati membri di residenza dei vincitori: in Italia, si è tenuta il 12 dicembre scorso presso gli Archivi Storici dell’Unione europea, a Villa Salviati, a Firenze.

Inoltre, i premiati parteciperanno a una manifestazione che si terrà presso il Parlamento europeo, a Bruxelles, il 25-26 febbraio 2015.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

I premi assegnati annualmente dal Parlamento europeo sono descritti nel sito internet, dove sono reperibili i bandi annuali.

I vincitori del premio 2014 sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Informazioni sul progetto dell’Istituto comprensivo campano sono disponibili sul sito internet della scuola.

Al progetto “SOS Scuola” è dedicato un apposito sito internet con i relativi materiali.

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