Perché e come insegnare lo spirito di iniziativa e imprenditorialità

26 gennaio 2015 di Mauro Varotto

L’Unione europea ci prepara al futuro: “Dato che la globalizzazione continua a porre l’Unione europea di fronte a nuove sfide, ciascun cittadino dovrà disporre di un’ampia gamma di competenze chiave per adattarsi in modo flessibile a un mondo in rapido mutamento e caratterizzato da forte interconnessione”.

Queste “competenze chiave”, sono state definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea, in una Raccomandazione del 18 dicembre 2006, in un apposito quadro di riferimento europeo per le competenze chiave per l’apprendimento permanente.

Le competenze chiave individuate sono otto e sono considerate tutte ugualmente importanti, poiché ciascuna di esse può contribuire a una vita positiva nella nuova società della conoscenza: la competenza-chiave numero 7, alla quale è dedicato questo articolo, è lo “spirito di iniziativa e imprenditorialità”.

Che cosa sono lo spirito di iniziativa e imprenditorialità? La citata Raccomandazione fornisce una definizione molto interessante, che può riguardare ciascuno di noi e la nostra capacità di passare dal pensiero all’azione:

Il senso di iniziativa e l’imprenditorialità concernono la capacità di una persona di tradurre le idee in azione. In ciò rientrano la creatività, l’innovazione e l’assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi. È una competenza che aiuta gli individui, non solo nella loro vita quotidiana, nella sfera domestica e nella società, ma anche nel posto di lavoro, ad avere consapevolezza del contesto in cui operano e a poter cogliere le opportunità che si offrono ed è un punto di partenza per le abilità e le conoscenze più specifiche di cui hanno bisogno coloro che avviano o contribuiscono ad un’attività sociale o commerciale. Essa dovrebbe includere la consapevolezza dei valori etici e promuovere il buon governo”.

I ministri della pubblica istruzione dei 28 Paesi membri dell’Unione europea sono di recente tornati sul tema, perché “l’imprenditorialità nell’istruzione e nella formazione può promuovere l’occupabilità, il lavoro autonomo e la cittadinanza attiva, nonché lo sviluppo di istituti di istruzione e formazione adattabili e orientati verso l’esterno” e, soprattutto, perché “l’imprenditorialità nell’istruzione e nella formazione può inoltre fornire ai discenti le capacità, le competenze e il sostegno necessari per la creazione di nuove attività economiche, ad esempio sotto forma di PMI e imprese sociali”.

Per questo, gli stessi ministri sostengono che: “Le capacità e le competenze imprenditoriali dovrebbero essere affrontate a tutti i livelli dell’istruzione e della formazione e, per quanto possibile, nell’intero piano di studi in un modo da consentire il loro continuo sviluppo, prestando attenzione al conseguimento dei risultati dell’apprendimento imprenditoriale”.

Come insegnare nelle scuole “spirito di iniziativa e imprenditorialità”?

“Oltre alle capacità di base, come lettura, scrittura e calcolo, l’imprenditorialità richiede lo sviluppo progressivo di una serie di competenze fin dalla più giovane età. Queste comprendono, ad esempio: creatività e senso di iniziativa, capacità di risolvere i problemi e pensiero critico, capacità decisionale e assunzione di rischi, adattabilità e perseveranza, autodisciplina e senso di responsabilità, leadership e lavoro di squadra, capacità di pianificazione e organizzazione, comprensione del contesto sociale, economico e culturale, nonché competenze linguistiche e abilità di persuasione”.

I 28 Stati membri dell’Unione europea si sono impegnati ad avviare una serie di azioni comuni per favorire l’insegnamento, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, dello “spirito di iniziativa e imprenditorialità”, tra cui le principali sono le seguenti:

  1. sviluppare un approccio coordinato all’educazione all’imprenditorialità nell’intero sistema di istruzione e formazione, ad esempio facendo dialogare i ministeri dell’istruzione con gli altri ministeri economici; agevolando la partecipazione di imprese e imprenditori – nonché del settore non profit – a tutti i livelli della pianificazione e dell’attuazione, compresa la creazione di partenariati tra istituti di istruzione e formazione e imprese;
  2. includere le capacità e competenze imprenditoriali sia nei programmi iniziali di formazione degli insegnanti e dei formatori sia nello sviluppo professionale continuo;
  3. incoraggiare sinergie tra l’istruzione e la formazione all’imprenditorialità e l’orientamento professionale per sostenere l’acquisizione di competenze imprenditoriali chiave e per considerare la creazione di attività economiche come opportunità professionale;
  4. promuovere e sostenere la creazione di attività economiche da parte degli studenti, ad esempio, incoraggiando contesti di apprendimento adeguati, un valido orientamento professionale a tutti i livelli di istruzione e formazione e – in particolare nei settori dell’istruzione superiore e dell’istruzione e formazione professionale – la disponibilità di tutoraggio e incubatori per aspiranti imprenditori;
  5. agevolare e stimolare la partecipazione degli imprenditori al processo di apprendimento, sfruttando anche l’esperienza acquisita dopo la laurea, ad esempio invitandoli presso istituti di istruzione e formazione per discutere delle loro esperienze con studenti, insegnanti e formatori o fornendo opportunità di apprendimento basato sul lavoro, tirocini e apprendistati;
  6. promuovere esperienze imprenditoriali pratiche, quali sfide di creatività, start up, simulazioni imprenditoriali o apprendimento dell’imprenditorialità basato sullo studio di casi (Project based learning), tenendo conto dell’esigenza di impiegare un approccio fondato sull’età.

Indicazioni specifiche riguardano, poi, i diversi gradi di istruzione, dalla scuola all’università.

Concludo segnalando  uno specifico strumento on line, denominato “HEInnovate, predisposto dalla Commissione europea e che permette, soprattutto agli istituti d’istruzione superiore, quali le università (ma lo strumento può essere adattato ad altri contesti scolastici), di misurare il proprio livello di innovazione nell’insegnamento e di apertura alle tematiche dell’imprenditorialità e di identificare e sviluppare strategie efficaci intese a sviluppare maggiori capacità imprenditoriali e innovative negli studenti.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Conclusioni del Consiglio sull’imprenditorialità nell’istruzione e nella formazione, pubblicate nella GU UE n. C 17 del 20.1.2015, p. 2

Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, pubblicata in GU UE n. L 394 del 30.12.2006, p. 10

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