Quanto è digitale l’Italia? Lo misura un nuovo indice elaborato dalla Commissione europea

24 febbraio 2015 di Mauro Varotto

La Commissione europea sta elaborando una nuova strategia per creare il mercato unico dei prodotti e dei servizi digitali, che sarà lanciata entro il prossimo mese di maggio, e alla quale è legata la possibilità di generare, in Europa, fino a 250 miliardi di euro di ulteriore crescita e centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

A tal fine, la stessa Commissione ha elaborato un nuovo indice dell’economia e della società digitali – il DESI (Digital Economy and Society Index) – per conoscere meglio la situazione dei 28 Paesi membri dell’Unione europea.

L’indice combina più di 30 indicatori e utilizza un sistema di ponderazione per classificare ciascun paese in base alla sua “prestazione digitale”: esso non sostituisce ma integra il quadro di valutazione dell’agenda digitale, che la Commissione europea pubblica ogni anno per valutare come i vari paesi progrediscano verso gli obiettivi stabiliti dall’Agenda digitale europea.

In particolare, il nuovo strumento fornisce un’istantanea, per ogni paese, della connettività (quanto è diffusa, rapida e accessibile la banda larga), delle competenze “internet”, dell’utilizzo delle attività online, dai notiziari agli acquisti, dello sviluppo delle principali tecnologie digitali (fatture elettroniche, servizi di cloud, commercio elettronico, ecc.) e dei servizi pubblici digitali, quali i servizi di amministrazione e sanità elettroniche.

I primi dati, appena pubblicati, si riferiscono principalmente al 2013 e al 2014 e forniscono una panoramica sul livello di digitalizzazione dell’Europa.

A livello europeo, l’indice dell’economia e della società digitali ha rilevato quanto segue:

  • l’esperienza digitale dipende dal paese in cui si vive – i risultati variano infatti dai principali protagonisti digitali come la Danimarca (con un punteggio di prestazione digitale pari a 0,68 su un massimo di 1) fino ai paesi con le prestazioni più basse come la Romania (con un punteggio pari a 0,31)
  • la maggior parte dei cittadini europei usa internet regolarmente: il 75% nel 2014 (il 72% nel 2013), con percentuali che variano dal 93% del Lussemburgo al 48% della Romania;
  • i cittadini europei desiderano accedere a contenuti audiovisivi online: il 49% degli utenti europei di internet ha utilizzato o scaricato giochi, immagini, film o musica. Il 39% dei nuclei familiari che possiedono un televisore guarda video su richiesta;
  • le piccole e medie imprese (PMI) incontrano difficoltà nel commercio elettronico: solo il 15% delle PMI vende online e meno della metà di questa percentuale vende all’estero;
  • i servizi pubblici digitali sono una realtà quotidiana in alcuni paesi, ma quasi inesistenti in altri: il 33% degli utenti europei di internet ha utilizzato formulari online per inviare informazioni alle autorità pubbliche, con percentuali che variano dal 69% della Danimarca al 6% della Romania. Il 26% dei medici di famiglia in Europa utilizza prescrizioni elettroniche che vengono trasferite ai farmacisti tramite internet, con percentuali che variano però dal 100% in Estonia allo 0% a Malta.

 

E l’Italia?

L’Italia è il fanalino di coda dell’Europa, al 25° posto, seguita solo da Grecia, Bulgaria e Romania, come si evince dal riquadro con i dati di sintesi.

 

Commissione europea, DESI 2015

Commissione europea, DESI 2015

 

La prossima relazione sul quadro di valutazione dell’agenda digitale è prevista per l’estate 2015.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

The Digital Economy and Society Index (DESI), pubblicato il 24 febbraio 2015.

Per calcolare il punteggio complessivo di un paese, gli esperti della Commissione europea hanno assegnato una ponderazione specifica a ogni gruppo e sottogruppo di indicatori. Tuttavia, la Commissione ha predisposto uno strumento online che consente agli utenti di sperimentare diverse ponderazioni per ciascun indicatore e valutare come ciò si ripercuote sulle classifiche generali del DESI.

 

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