Verso la revisione della strategia “Europa 2020”

13 marzo 2015 di Mauro Varotto

Ho aperto questo blog circa un anno fa con un articolo sulla valutazione della strategia “Europa 2020. Per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, compiuta dalla Commissione europea a metà percorso, dopo quattro anni dal suo avvio.

In quella sede, avevo anche segnalato che la stessa Commissione avrebbe aperto un’ampia consultazione pubblica per raccogliere il parere di tutte le parti interessate (cittadini, imprese, associazioni e istituzioni, anche locali) sull’efficacia della strategia e che, anche in base ai risultati della consultazione, avrebbe proposto gli opportuni aggiustamenti e aggiornamenti.

La consultazione pubblica sulla strategia “Europa 2020” si è svolta tra il 5 maggio e il 31 ottobre 2014: la Commissione aveva elaborato un apposito questionario per raccogliere pareri sui primi anni di attuazione della strategia e suggerimenti per una sua ulteriore evoluzione

La consultazione ha raccolto, complessivamente, 755 contributi da 29 paesi dell’Europa.

La ripartizione per paese indica che gran parte delle risposte proviene dal Belgio, dove hanno sede i gruppi d’interesse di livello europeo. Nei paesi dell’Europa centrale e orientale il tasso di partecipazione è stato molto basso. Per quanto riguarda i paesi terzi, i partecipanti provenivano dalla Norvegia, dalla Svizzera, dal Canada e dagli Stati Uniti.

La categoria più rappresentata è costituita dalle parti sociali, dai gruppi d’interesse e dalle organizzazioni non governative, seguiti dai singoli cittadini e dai governi/autorità pubbliche degli Stati membri, nonché da singoli cittadini, think tank, università, fondazioni e imprese.

Dalla consultazione sono emersi i seguenti elementi principali:

  • “Europa 2020” è considerata, dalla stragrande maggioranza delle risposte (86%), un quadro generale pertinente per promuovere l’occupazione e la crescita a livello di Unione e di Stati membri. Il giudizio è positivo anche per quanto riguarda la pertinenza dei tre aggettivi “intelligente, sostenibile e inclusiva”, riferiti alla crescita. Inoltre, i contributi alla consultazione pubblica evidenziano una stretta correlazione fra gli ambiti giudicati prioritari dai partecipanti e quelli contemplati dalla strategia “Europa 2020”, che è giudicata ancora rispondente alle sfide attuali e future;
  • secondo la maggior parte delle risposte (87%), i cinque obiettivi principali sono un utile strumento per l’attuazione e il monitoraggio della strategia “Europa 2020”, catalizzatori fondamentali per l’occupazione e la crescita che contribuiscono a preservare il carattere mirato della strategia. Vi è un ampio sostegno a favore del mantenimento dei cinque obiettivi principali attuali. Gran parte delle risposte (78%) giudica sufficienti gli obiettivi attuali;
  • nel complesso le iniziative faro hanno dato i risultati auspicati e gli interventi nei settori corrispondenti devono proseguire sotto altre forme. I partecipanti alla consultazione ritengono che le iniziative faro contribuiscano a migliorare l’efficacia degli interventi intrapresi a livello di UE per raggiungere gli obiettivi di “Europa 2020”, anche se la loro visibilità è rimasta scarsa. Secondo gli intervistati, quindi, è il momento di sostituire le iniziative faro con programmi strategici globali strutturati in modo più coerente;
  • l’attuazione della strategia Europa 2020 può essere migliorata. Alla domanda se “Europa 2020” abbia cambiato realmente le cose, la maggior parte (60%) degli intervistati risponde affermativamente, ma molti di essi (40%) rispondono negativamente evidenziando diverse lacune in termini di attuazione e vari modi per porvi rimedio. L’attuazione della strategia ha risentito, innanzitutto, di carenze in termini di sensibilizzazione, partecipazione ed esecuzione. Persino i contributi alla consultazione pubblica evidenziano una scarsa conoscenza della strategia, che si manifesta esplicitamente (quando gli intervistati non sono in grado di rispondere a determinate domande) o implicitamente (quando le risposte danno un’interpretazione errata del contenuto o della finalità della strategia).

Basandosi sui contributi ricevuti, la Commissione ha quindi individuato una serie di punti di forza, punti deboli, opportunità e rischi per la strategia Europa 2020.

Accanto ai risultati della consultazione, la Commissione, attraverso Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, ha anche fatto il punto sull’effettivo raggiungimento dei cinque obiettivi principali della strategia “Europa 2020”.

Il rapporto “Smarter, greener, more inclusive?” più che prevedere se gli obiettivi di “Europa 2020” saranno raggiunti si propone di aiutare a comprendere i fattori all’origine dei cambiamenti fin qui osservati, fornendo le necessarie statistiche complementari.

Il documento, infatti, presenta i trend passati ed i dati più recenti e permette di comprendere come l’Unione e i suoi Stati membri stanno procedendo. Gli anni presi in considerazione vanno dal 2008 al 2013, ad eccezione dell’obiettivo relativo alle “emissioni” che ha come riferimento temporale il 1990.

Pertanto, alla luce sia dei risultati della consultazione, sia delle analisi statistiche, in linea con il suo programma di lavoro per il 2015, entro la fine dell’anno la Commissione presenterà proposte per la revisione della strategia “Europa 2020”.

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea, Risultati della consultazione pubblica sulla strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, COM(2015) 100 del 2.3.2015

Smarter, greener, more inclusive? – Indicators to support the Europe 2020 strategy – 2015 edition

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