9 maggio: festa dei veri “europei”

9 maggio 2015 di Mauro Varotto

 

Il 9 maggio 1950, a cinque anni esatti dalla fine della seconda guerra mondiale, il ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, cambiò la storia di un’Europa stremata e devastata da secolari conflitti interni.

In una dichiarazione pubblica, propose al nemico storico della Francia – la Germania – e agli altri Paesi europei interessati, di iniziare costruire un progetto di pace e di prosperità a lungo termine.

Le profonde lacerazioni create da ben due guerre mondiali tra gli Stati e tra i popoli europei, permettevano a  Schuman di limitarsi ad affermare che: “L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme”, e che, pertanto, “essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”.

Tuttavia, quella dichiarazione dall’impronta così pragmatica, nasceva da una forte spinta ideale e dalla profonda convinzione che: “Il contributo che un’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche”.

Servire la pace e la prosperità, al proprio interno e nel mondo: questa è l’originaria vocazione del progetto di un’Europa unita.

Lungo il cammino, gli europei hanno “fatto pace” tra di loro; hanno ampliato i loro comuni interessi, fino a condividere un’unica moneta; hanno coinvolto sempre più Paesi nel loro progetto di integrazione.

Soprattutto, hanno via via riscoperto e condiviso valori a lungo dimenticati, che affondano le radici nelle più antiche tradizioni culturali, umanistiche e religiose dell’Europa, e che sono risorti dalle macerie della seconda guerra mondiale.

Questi valori, che nei tempi antichi hanno rappresentato il peculiare contributo dell’Europa alla civiltà umana, oggi campeggiano in cima al Trattato sull’Unione europea:

“L’Unione si fonda sul rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini”.

 

Sei “europeo” non se, per un puro caso, sei nato in Italia o in altri Paesi dell’Europa: sei “europeo” se credi, condividi e difendi questi valori comuni.

Oggi, pertanto, non è la festa di una organizzazione internazionale ma è la festa di tutto coloro che credono nei più autentici valori europei.

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