Adattare i programmi scolastici alle nuove competenze-chiave: la competenza digitale

5 giugno 2015 di Mauro Varotto

Che cosa serve a ciascuno di noi per affrontare le sfide della globalizzazione e di un mondo in rapido mutamento e sempre più interconnesso?

Secondo i due rami legislativi dell’Unione europea, il Parlamento e il Consiglio, è necessaria un’ampia gamma di competenze-chiave per adattarsi, in modo flessibile, ai cambiamenti in atto.

Le otto competenze chiave

Queste competenze chiave sono state identificate e definite in una Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006: sono i “requisiti minimi” ritenuti oggi necessari per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione.

Il quadro di riferimento europeo delinea otto competenze chiave:

1) comunicazione nella madrelingua;

2) comunicazione nelle lingue straniere;

3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;

4) competenza digitale;

5) imparare a imparare;

6) competenze sociali e civiche;

7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; e

8) consapevolezza ed espressione culturale.

Le competenze chiave sono considerate tutte ugualmente importanti, poiché ciascuna di esse può contribuire a una vita positiva nella società della conoscenza. Molte delle competenze si sovrappongono e sono correlate tra loro: aspetti essenziali a un ambito favoriscono la competenza in un altro.

Inoltre, per tutte e otto le competenze chiave un ruolo fondamentale svolgono pensiero critico, creatività, iniziativa, capacità di risolvere i problemi, valutazione del rischio, assunzione di decisioni e capacità di gestione costruttiva dei sentimenti.

 

La competenza digitale

In un precedente articolo mi sono soffermato sulla competenza chiave relativa allo spirito di iniziativa e imprenditorialità. In questa sede, invece, mi occuperò della “competenza digitale”, grazie all’occasione offerta da un importante documento dei Ministri dell’istruzione dei ventotto Paesi dell’Unione, appena pubblicato, “sul ruolo dell’educazione della prima infanzia e dell’istruzione primaria nella promozione della creatività, dell’innovazione e della competenza digitale”.

In particolare, la competenza digitale è così definita:

“saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC): l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet”.

Ogni competenza è descritta come una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini.

Sul piano delle conoscenze, la competenza digitale:

“presuppone una solida consapevolezza e conoscenza della natura, del ruolo e delle opportunità delle TIC nel quotidiano: nella vita privata e sociale come anche al lavoro. In ciò rientrano le principali applicazioni informatiche come trattamento di testi, fogli elettronici, banche dati, memorizzazione e gestione delle informazioni oltre a una consapevolezza delle opportunità e dei potenziali rischi di Internet e della comunicazione tramite i supporti elettronici (e-mail, strumenti della rete) per il lavoro, il tempo libero, la condivisione di informazioni e le reti collaborative, l’apprendimento e la ricerca. Le persone dovrebbero anche essere consapevoli di come le TIC possono coadiuvare la creatività e l’innovazione e rendersi conto delle problematiche legate alla validità e all’affidabilità delle informazioni disponibili e dei principi giuridici ed etici che si pongono nell’uso interattivo delle TIC.”

Le abilità ritenute necessarie per acquisite una competenza digitale comprendono:

“la capacità di cercare, raccogliere e trattare le informazioni e di usarle in modo critico e sistematico, accertandone la pertinenza e distinguendo il reale dal virtuale pur riconoscendone le correlazioni. Le persone dovrebbero anche essere capaci di usare strumenti per produrre, presentare e comprendere informazioni complesse ed essere in grado di accedere ai servizi basati su Internet, farvi ricerche e usarli. Le persone dovrebbero anche essere capaci di usare le TSI a sostegno del pensiero critico, della creatività e dell’innovazione.”

Infine, l’uso delle TSI comporta “un’attitudine critica e riflessiva nei confronti delle informazioni disponibili e un uso responsabile dei mezzi di comunicazione interattivi. Anche un interesse a impegnarsi in comunità e reti a fini culturali, sociali e/o professionali serve a rafforzare tale competenza.”

 

L’acquisizione delle competenze digitali sin dalla prima infanzia

In questo contesto, scrivono i Ministri dell’istruzione con riferimento alle fasce di istruzione pre-primaria (dai 3 ai 5 anni) e primaria (dai 6 anni in poi):

“Promuovere la creatività, l’innovazione e la competenza digitale mediante l’istruzione nei primi anni di vita può produrre benefici più tardi, ponendo le basi per l’ulteriore apprendimento, consentendo alla conoscenza di svilupparsi a un livello molto più elevato e migliorando in generale la capacità di ciascun bambino di sviluppare capacità di riflessione critica e creativa e di diventare un cittadino responsabile dell’Europa di domani, in grado di far fronte alle sfide di un mondo sempre più interconnesso e globalizzato”.

Inoltre:

“In un mondo in cui molti bambini tendono ad essere piuttosto a loro agio con i mezzi di comunicazione digitali, anche l’istruzione e la formazione hanno un ruolo importante da svolgere nella promozione di un uso sicuro e responsabile degli strumenti digitali e nello sviluppo dell’alfabetizzazione mediatica, vale a dire la capacità non soltanto di accedere a contenuti creati dalla tecnologia digitale, ma – cosa più importante – di interpretare, usare, condividere, creare e valutare criticamente tali contenuti”.

Pertanto, i Ministri dell’istruzione, oltre a richiedere alle scuole di formazione degli insegnanti e alle stesse scuole per la prima infanzia e alle scuole primarie di “adattare i propri programmi al fine di tener conto di nuovi strumenti di apprendimento e sviluppare adeguate soluzioni pedagogiche volte a promuovere la creatività e l’innovazione a partire dall’infanzia”, le invitano a “facilitare l’accesso alle TIC e la loro promozione e lo sviluppo della competenza digitale tramite un’esposizione agli strumenti digitali e un’integrazione degli stessi, consone all’età nell’intero corso dell’educazione per la prima infanzia e dell’istruzione primaria” e, infine, a “Promuovere la comunicazione e la collaborazione tra scuole e tra insegnanti a livello regionale, nazionale, europeo e a livello internazionale, anche mediante il gemellaggio elettronico”.

A tal fine, i singoli Stati e la Commissione europea sono invitati a mettere in campo le necessarie risorse finanziarie per poter “adottare le opportune misure e iniziative finalizzate a promuovere la creatività, l’innovazione e le competenze digitali nell’educazione della prima infanzia e nell’istruzione primaria, utilizzando efficacemente le risorse europee, quali il programma Erasmus+ e i Fondi strutturali e di investimento europei a sostegno di tali misure e iniziative”.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLA FONTI DI INFORMAZIONE

Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 2006/962/CE del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, in GU UE L 394 del 30 dicembre 2006, p. 10

Conclusioni del Consiglio sul ruolo dell’educazione della prima infanzia e dell’istruzione primaria nella promozione della creatività, dell’innovazione e della competenza digitale, in GU UE C 172 del 27 maggio 2015, p. 17

 

 

Documenti di lavoro:

Relazione finale del gruppo ad alto livello di esperti in materia di alfabetizzazione dell’UE, settembre 2012

Comunicazione della Commissione, Aprire l’istruzione: tecniche innovative di insegnamento e di apprendimento per tutti grazie alle nuove tecnologie e alle risorse didattiche aperte, COM(2013) 654 del 25 settembre 2013

Pubblicazione della Commissione europea: «Comenius — Examples of good practices», 2013

Pubblicazione della Commissione europea, di European Schoolnet e dell’Università di Liegi del 2013: “Survey of Schools – ICT in Education”

Pubblicazione dell’OCSE: “Innovative Learning Environments“, 2013

Conferenza europea ad alto livello sull’istruzione nell’era digitale, tenutasi a Bruxelles l’11 dicembre 2014.

Relazione del gruppo di lavoro tematico sull’educazione e la cura della prima infanzia su una “Proposta di principi fondamentali di un quadro di qualità per l’educazione e la cura della prima infanzia“, 2014

 

 

 

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