Le strategie macro-regionali dell’Unione europea

11 agosto 2015 di Mauro Varotto

Tutto è iniziato nel mar Baltico, vittima di un progressivo e preoccupante degrado ambientale, che nessuno dei nove Stati rivieraschi, di cui otto appartenenti all’Unione europea, riusciva a fermare.

La situazione, sempre più grave, richiedeva una risposta collettiva: pur essendo un’area assai eterogenea dal punto di vista economico, ambientale e culturale, i paesi che si affacciano sul Baltico condividevano molte risorse comuni, a partire dal mare, e mostravano una notevole interdipendenza, perché, volenti o nolenti, le scelte di uno si ripercuotevano sugli altri.

Occorreva, quindi, inventare un nuovo strumento per incanalare i percorsi di sviluppo, assai diversificati, dei singoli paesi della regione (nei Trattati dell’Unione europea il termine “regione” è usato come sinonimo di “area o zona geografica”), per stimolare e sviluppare la collaborazione reciproca, per affrontare assieme le sfide e cogliere le opportunità, sfruttando tutti i potenziali vantaggi di un maggiore e migliore coordinamento.

Lo strumento individuato dall’Unione europea è stata una forma di cooperazione rafforzata, a livello statale e sub-statale, denominata “strategia macro-regionale” (da non confondere con le “euroregioni”, che sono un fenomeno del tutto diverso): la strategia per la grande regione del mar Baltico (in sigla: EUSBSR) è stata la prima promossa dall’Unione europea. Adottata nel 2009, e aggiornata nel 2012, essa interessa 85 milioni di cittadini europei, pari al 17% della popolazione dell’Unione, distribuiti tra Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia e Svezia, ed è aperta alla cooperazione con i paesi limitrofi, in particolare con Russia e Norvegia.

I tre obiettivi della strategia – salvaguardia del mare, collegamenti nella regione e aumento della prosperità – contestualizzano chiaramente i principali problemi dell’area del mar Baltico, nel quadro della strategia europea “Europa 2020”.

 

 

Nel presentare la prima strategia macro-regionale, la Commissione europea aveva scritto che l’area del mar Baltico “(…) potrebbe diventare un modello di cooperazione regionale in cui sperimentare e sviluppare nel tempo nuove idee e impostazioni da utilizzare come esempi di buone pratiche”.

Così è stato. Infatti, negli anni seguenti si è riscontrato in Europa un crescente interesse per lo sviluppo della cooperazione politica a livello di grandi regioni europee, il quale ha portato a una seconda strategia macro-regionale dell’Unione europea, dedicata alla regione Danubiana (in sigla: EUSDR), adottata dal Consiglio europeo nel giugno 2011.

La strategia dell’UE per la regione del Danubio coinvolge nove Stati membri dell’UE (Germania, Austria, Ungheria, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Slovenia, Bulgaria, Romania e Croazia) e cinque paesi non UE (Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Ucraina e Moldavia).

La strategia proposta si basa essenzialmente su una risposta integrata al problema del “potenziale inutilizzato che potrebbe permettere di migliorare la navigabilità e la qualità delle acque per una regione del Danubio attraente”. Il piano d’azione della strategia, infatti, pone l’accento su collegamenti di migliore qualità e più intelligenti nei settori della mobilità, del commercio e dell’energia; misure ambientali e gestione dei rischi; cooperazione in materia di sicurezza.

 

 

 

 

In quella stessa occasione, il Consiglio europeo aveva invitato la Commissione europea a presentare anche una strategia dell’Unione per la regione del mare Adriatico e del mar Ionio, entro la fine del 2014, e una per la regione Alpina, entro la metà del 2015.

La prima è stata approvata dal Consiglio europeo nell’ottobre 2014: la macro-regione Adriatico-ionica accoglie oltre 70 milioni di persone e ha un ruolo strategico nel rafforzamento della continuità geografica in Europa. La strategia, che assorbe anche l’analoga strategia del bacino marittimo adriatico-ionico, è incentrata sulla diversità economica, sociale e ambientale e sul problema della frammentazione della grande regione. Infatti, i pilastri su cui si fonda la strategia sono quattro: la crescita blu, i collegamenti regionali in termini di reti di trasporti e di energia, la qualità ambientale e il turismo sostenibile.

E’ la prima strategia macro-regionale dell’Unione che coinvolge una percentuale così elevata di paesi extra-UE (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia), chiamati a cooperare con i paesi membri dell’UE (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia). In Italia, sono dodici le regioni e due provincie autonome italiane interessate dalla strategia, come evidenzia la seguente mappa.

 

 

Infine, la quarta strategia, presentata dalla Commissione europea nel luglio 2015 e che dovrebbe essere approvata dal Consiglio europeo entro l’anno, riguarderà circa 80 milioni di persone che risiedono nella grande regione alpina, formata da ben quarantotto Regioni di sette diversi Stati, cinque dei quali sono stati membri dell’Unione (Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia) e due sono paesi terzi (Liechtenstein e Svizzera).

In Italia, sono nella macro-regione Alpina la due provincie autonome di Trento e di Bolzano e le Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria.

 

 

 

 

La regione Alpina, oltre a possedere caratteristiche geografiche e naturali uniche, è una delle zone più ricche del mondo e una di quelle dall’economia più dinamica, innovativa e competitiva in Europa: tuttavia, tra le città e le zone rurali nelle Alpi sono presenti squilibri territoriali, economici e sociali che la strategia intende affrontare.

Il piano d’azione è articolato in tre obiettivi tematici interdipendenti che puntano ad assicurare:

  1. un accesso equo alle opportunità di occupazione, grazie alla buona competitività della regione;
  2. accessibilità sostenibile, sia interna che esterna;
  3. un contesto ambientale caratterizzato da maggiore inclusione e da soluzioni energetiche rinnovabili e affidabili per il futuro.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione europea relativa alla strategia dell’Unione europea per la regione del mar Baltico, COM(2012) 128 del 23.3.2012

Il sito WEB della macroregione del Mar Baltico: http://www.balticsea-region-strategy.eu/

 

Comunicazione della Commissione europea, Strategia dell’Unione europea per la Regione Danubiana, COM(2010) 715 del 8 dicembre 2010

Il sito WEB della macroregione del Danubio: http://www.danube-region.eu/

 

Comunicazione della Commissione europea relativa alla strategia dell’Unione europea per la regione adriatica e ionica, COM(2014) 357 del 17 giugno 2014

Il sito WEB della macroregione del mare Adriatico e del mar Ionio: http://www.adriatic-ionian.eu/about/key-documents

 

Comunicazione della Commissione europea, Una Strategia dell’Unione europea per la Regione Alpina, COM(2015) 366 del 28 luglio 2015

Il sito WEB della macroregione Alpina: http://www.alpine-region.eu/italy/index.html

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