Il primo “Vertice umanitario mondiale” dell’ONU e la posizione dell’Unione europea

7 settembre 2015 di Mauro Varotto

Solo nel corso del 2014 nel mondo vi sono stati più di 400 conflitti di origine politica, che hanno coinvolto 50 milioni di persone. Più di 40 di questi conflitti hanno comportato scenari di guerra convenzionale o di terrorismo, da cui le popolazioni hanno dovuto fuggire.

Anche le calamità naturali – di cui alcune connesse ai cambiamenti climatici e legate a grandi tendenze in atto, quali la scarsità di risorse idriche, l’urbanizzazione e le pressioni demografiche – incidono sulla vita di 100 milioni di persone ogni anno, rendendola instabile.

Infine, secondo un recente studio della Banca mondiale, dal 1990 è aumentata la proporzione di persone in estrema povertà che vivono in stati fragili, i cui i governi non possono o non vogliono fornire servizi di base o promuovere l’equità sociale: si stimano altri 100 milioni di esseri umani ridotti alla fame.

 

Tutto questo significa che oggi, nel mondo, oltre 250 milioni di persone sono già vittime o sono a rischio di crisi umanitarie.

 

Che cosa fare di fronte a questo aumento, senza precedenti, del numero di persone colpite da conflitti e disastri naturali, che sta generando il maggior numero di sfollati che si sia mai registrato dalla seconda guerra mondiale ad oggi?

 

La risposta non può che essere fornita dalla comunità internazionale: non solo nessun singolo stato, ma neppure nessuna federazione o associazione regionale di stati, quale l’Unione europea, possono affrontare da soli simili emergenze umanitarie.

 

Per questo motivo, il Segretario generale delle Nazioni Unite (ONU) – il sudcoreano Ban Ki-moon, in carica dal 1º gennaio 2007 e al suo secondo mandato, in scadenza il 31 dicembre 2016 – ha preso l’iniziativa di convocare a Istanbul, dal 23 al 24 maggio 2016, il primo “Vertice umanitario mondiale” della storia.

 

Per la comunità internazionale sarà la prima occasione storica per ripensare e ridisegnare i principi che guidano l’aiuto umanitario alle popolazioni in stato di necessità e per rafforzare l’azione umanitaria a livello globale.

 

Il vertice riunirà governi, grandi donatori, organizzazioni esecutive (dalle agenzie delle Nazioni Unite alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa), il settore degli operatori umanitari privati e rappresentanti delle stesse popolazioni interessate dalle crisi umanitarie: l’obiettivo del vertice sarà quello di individuare nuovi approcci e nuovi modi per affrontare le situazioni di crisi, salvando vite e alleviando sofferenze, e offrendo una migliore tutela alle persone più vulnerabili.

 

 

La posizione dell’Unione europea

 

In vista di tale importante vertice, la Commissione europea ha preparato un documento che esprime la posizione dell’Unione europea sul futuro dell’aiuto umanitario.

L’Unione europea pone alla comunità internazionale, innanzitutto, una questione di “valori fondamentali”, che devono essere alla base dell’aiuto umanitario e che devono essere condivisi da tutta la comunità internazionale, in particolare dai governi. L’accento sui “valori” si rende necessario perché essi tendono sempre più ad essere messi in disparte e questo fatto si riflette, ad esempio, nell’aumento delle violazioni del diritto umanitario internazionale, comprese le convenzioni di Ginevra universalmente ratificate, e nell’incapacità degli stati e della comunità internazionale di portare in giudizio i responsabili di tali reati.

Raccomanda, infatti, la Commissione che:

“L’esito del vertice dovrebbe confermare i principi fondamentali comuni: i valori della dignità, dell’integrità e della solidarietà; i principi umanitari; il rispetto degli obblighi previsti dal diritto umanitario internazionale; l’impegno a mantenere le attività umanitarie distinte dagli interessi politici”.

 

In secondo luogo, l’Unione europea chiede che sia sempre garantito il diritto delle persone in stato di necessità ad accedere agli aiuti umanitari: si tratta, in particolare, di facilitare l’accesso degli operatori umanitari alle persone colpite, premessa fondamentale per erogare gli aiuti. I governi dovrebbero impegnarsi a garantire un ambiente sicuro per l’azione umanitaria. Dovrebbero inoltre disporre di un quadro giuridico e politico adeguato per agevolare l’accesso degli aiuti umanitari:

 

In terzo luogo, per l’Unione europea occorre introdurre un nuovo tema nell’azione umanitaria: mettere la protezione delle persone al centro della risposta umanitaria, poiché le crisi umanitarie spesso rendono le popolazioni colpite vulnerabili allo sfruttamento e ai maltrattamenti. Il mancato rispetto dei principi umanitari e del diritto umanitario internazionale aggrava l’insicurezza, le discriminazioni, gli abusi e le minacce alla vita. I più vulnerabili sono spesso i bambini, le donne e le ragazze, gli anziani e i disabili.

 

Infine, occorre rafforzare la collaborazione e il coordinamento tra tutti i soggetti, pubblici e privati, che intervengono nelle crisi umanitarie, a partire dalla condivisione dei dati e delle informazioni sulle situazioni di crisi.

A tal fine, secondo la Commissione europea, serve un quadro operativo comune a livello internazionale che comprenda, ad esempio, un repertorio di dati condivisi su bisogni, rischi, vulnerabilità e accesso; un inventario delle capacità disponibili; una piattaforma per l’analisi congiunta dei rischi e per il coordinamento delle valutazioni dei bisogni; una banca dati per la piena tracciabilità di tutte le dotazioni finanziarie da tutte le fonti e in materia di subappalti ai partner locali lungo tutta la filiera fino ai beneficiari; marcatori di qualità condivisi; indicatori comuni di risultato; la valutazione dei risultati e dell’impatto; la ricerca e l’innovazione e soluzioni scientifiche che possono aiutare a migliorare l’efficacia dell’azione umanitaria, per quanto riguarda sia il processo decisionale sia l’erogazione degli aiuti.

 

 

Questo primo vertice mondiale sarà una grande occasione di riflessione anche per i cittadini europei sull’obbligo morale di aiutare le vittime di conflitti e di catastrofi e su quei valori di dignità, integrità e solidarietà che sono universali e sono al centro di tutte le culture, a prescindere dalla geografia, dall’etnia o dalla religione.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

 

Commissione europea, Verso il vertice umanitario mondiale: un partenariato globale per un’azione umanitaria efficace e basata sui principi, COM (2015) 419 del 2 settembre 2015.

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