Approfondire facendo: le proposte della Commissione europea per completare l’Unione economica e monetaria entro il 2017

21 ottobre 2015 di Mauro Varotto

Il 22 giugno scorso i cinque presidenti dell’Unione europea – il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il presidente del Vertice euro, Donald Tusk, il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, e il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz – hanno presentato un ambizioso piano per l’approfondimento dell’Unione economica e monetaria (UEM), articolato in tre fasi, da completare entro il 2025, e che ho illustrato in un precedente articolo di questo blog.

La prima fase – denominata “Approfondire facendo” e da attuare nel biennio tra l’1 luglio 2015 e il 30 giugno 2017 – prevede di utilizzare le regole e gli strumenti esistenti, quindi già previsti nei vigenti Trattati dell’Unione, per rilanciare la competitività e la ridurre le divergenze in termini di performance economiche tra i Paesi della zona euro, per favorire l’attuazione di politiche di bilancio responsabili a livello sia nazionale che di eurozona, per completare l’Unione finanziaria e, infine, per rafforzare il controllo democratico sul governo europeo dell’economia.

A quattro mesi di distanza dalla “Relazione dei cinque presidenti”, la Commissione europea ha presentato il pacchetto legislativo che contiene le proposte concrete relative a questa prima fase.

Il pacchetto di misure adottato dalla Commissione rivede, innanzitutto, il cosiddetto “semestre europeo”, cioè il meccanismo di coordinamento a livello europeo delle politiche economiche nazionali, rafforzando gli strumenti del dialogo democratico.

La Commissione propone che nel semestre europeo sia data una nuova centralità al tema dell’occupazione e agli aspetti sociali, coinvolgendo le parti sociali: in linea con questo orientamento è anche la proposta che nei futuri programmi di aggiustamento macroeconomico sia rivolta maggiore attenzione all’equità sociale, come è avvenuto nel terzo piano di salvataggio della Grecia.

Il secondo elemento del pacchetto di proposte della Commissione riguarda l’ulteriore miglioramento della governance europea dell’economia.

La Commissione propone di creare appositi “Comitati nazionali per la competitività” e un “Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche”.

I primi saranno istituiti dai singoli Stati membri della zona euro e saranno incaricati di analizzare performance e politiche nel settore della competitività economica nazionale, coinvolgendo anche le parti sociali.

Il “Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche”, invece, sarà un organo funzionalmente indipendente, composto da cinque esperti e ospitato dalla Commissione e sarà incaricato di valutare l’attuazione del quadro di bilancio dell’Unione; fornire consulenze sull’orientamento di bilancio appropriato per la zona euro nel suo complesso; collaborare con i “Consigli nazionali per le finanze pubbliche degli Stati membri”; infine, fornire consulenze ad hoc su richiesta.

In terzo luogo, la Commissione propone una rappresentanza più unificata della zona euro nelle istituzioni finanziarie internazionali, a partire dal Fondo monetario internazionale (FMI). Infatti, mentre il dollaro statunitense vanta un unico, forte rappresentante nei consessi economici e finanziari internazionali, gli Stati membri della zona euro si presentano divisi. Pertanto, la Commissione ha definito una tabella di marcia per passare a una rappresentanza unificata per la zona euro nel Fondo monetario internazionale, indicando il presidente dell’Eurogruppo quale rappresentante della zona euro.

Infine, il pacchetto specifica le prossime tappe verso il completamento dell’Unione bancaria e della libera circolazione dei capitali, tra cui in particolare:

  • un sistema europeo di garanzia dei depositi, scollegato dalle risorse finanziarie dei singoli paesi, in modo tale che i cittadini potranno essere assolutamente certi che i loro risparmi saranno al sicuro, indipendentemente dall’ubicazione geografica della banca. In questo ambito, entro l’anno, la Commissione proporrà un sistema basato sulla “riassicurazione”, che manterrà i sistemi nazionali di garanzia dei depositi previsti nei singoli Stati membri;
  • misure volte a ridurre ulteriormente il rischio nel sistema bancario al fine di rafforzare la stabilità finanziaria, garantire condizioni paritarie nel settore bancario e limitare il circolo vizioso tra banche e debiti sovrani degli Stati.

 

Queste proposte segnano un cambio di passo dell’Unione europea: dalla mera “gestione della crisi”, che ha caratterizzato gli ultimi anni di attività delle Istituzioni unionali, impegnate a salvare dal baratro del fallimento alcuni Paesi membri economicamente e finanziariamente più deboli (tra i quali, non dimentichiamolo, l’Italia), alla costruzione di un’Unione più forte e più completa, che poggi su basi durature, eque e democraticamente legittime e contribuisca a promuovere l’occupazione, la crescita e la prosperità per tutti i cittadini.

Queste misure non sono ancora il progetto di un’Unione politica, ma aprono una fase transitoria necessaria, dopo le turbolenze della crisi, per consolidare – e, in alcuni casi, ricreare – le condizioni di fiducia tra gli Stati della zona euro.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Le proposte della Commissione sono reperibili nei link contenuti nel comunicato stampa, Completare l’Unione economica e monetaria dell’Europa: la Commissione adotta misure concrete per rafforzare l’UEM, Bruxelles, 21 ottobre 2015

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