Il mercato unico digitale europeo: che cosa è e come funziona

20 maggio 2016 di Mauro Varotto

La creazione di un mercato unico digitale in Europa interessa tutti i cittadini e tutte le imprese, perché le nuove regole proposte dalla Commissione europea – ora, all’esame dei due rami legislativi dell’Unione (Parlamento e Consiglio) – cambieranno il modo di vivere e il modo di fare impresa.

Per i cittadini europei nascono nuovi diritti: dall’accesso alla banda larga ultra veloce all’accesso on-line a servizi pubblici fondamentali, dalla sanità alle prestazioni sociali; dai procedimenti amministrativi ai pagamenti, fino ai nuovi diritti nell’ambito dell’acquisto di prodotti on-line e alla possibilità di acquistare prodotti e servizi in altri Paesi europei al prezzo in cui sono venduti in quei Paesi, senza i cosiddetti “geoblocchi” attuali, che frenano le vendite transfrontaliere. Alcune proposte disciplinano la consegna dei pacchi di beni ordinati on line, il tema dei “resi” di prodotti che decidiamo di restituire, sistemi agevolati di IVA sulle vendite on line e, non da ultimo, nuove regole per la gestione dei dati personali che affidiamo ai social network.

Per le imprese, invece, cambierà il modo di stare sul mercato: dalla progettazione alla produzione, dal marketing alla vendita dei prodotti, le nuove tecnologie digitali aprono nuove opportunità e un accesso al mercato non solo europeo ma mondiale. Il che significa non solo operare in un sistema di mercati aperti ma anche di concorrenza globale.

Cambieranno persino anche i criteri di accesso degli operatori alle reti di telecomunicazione e di assegnazione delle frequenze radio e TV: una proposta di direttiva, per fare solo un esempio, prevede che i canali TV di un Paese siano accessibili in tutta Europa.

Mi spingo a dire che sta addirittura nascendo una nuova branca del diritto: il diritto digitale, un nuovo sistema di regole per la nuova economia e la nuova società digitali nel mercato unico digitale europeo.

Esiste una definizione ufficiale di mercato unico digitale?

Esiste ed è stata elaborata dalla Commissione europea nel documento con cui, circa un anno fa, il 6 maggio 2015, ha ufficialmente presentato la “Strategia per il mercato unico digitale in Europa” ed è la seguente:

“Il mercato unico digitale è un mercato in cui è garantita la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali e in cui, quale che sia la loro cittadinanza o nazionalità o il luogo di residenza, persone e imprese non incontrano ostacoli all’accesso e all’esercizio delle attività online in condizioni di concorrenza leale e potendo contare su un livello elevato di protezione dei consumatori e dei dati personali”.

Vorrei far notare ai cultori del diritto dell’Unione europea, tra i quali immeritatamente mi annovero, che questa nozione ricalca quella che il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) utilizza per spiegare che cosa è il mercato unico europeo:

“Il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali (…)” (art. 26.2)

Che cosa significa questa sovrapposizione di definizioni?

Significa che il mercato unico digitale non è qualcosa di diverso o di separato rispetto al “tradizionale” mercato unico europeo, ma è il suo nuovo fondamento, come nota la stessa Commissione nelle parole iniziali con cui apre la “Strategia per il mercato unico digitale in Europa”:

“Rapidamente l’economia globale diventa digitale: le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) non costituiscono più un settore a sé stante, bensì il fondamento medesimo di tutti i sistemi economici innovativi moderni”.

Pertanto, con la definizione di mercato unico digitale prima introdotta, la Commissione europea non fa altro che recepire nel diritto e nelle politiche dell’Unione europea, il grande e rapido cambiamento che le nuove tecnologie stanno producendo nella nostra società, una “evoluzione trasformativa”, come è stato chiamata, perché Internet e le tecnologie digitali ci stanno trasformando la vita, il modo di lavorare, incidendo nella sfera tanto personale quanto professionale e collettiva.

Per cogliere tutte le opportunità e affrontare tutte le sfide che implica quest’evoluzione trasformativa il livello nazionale è troppo limitato: sono necessari politiche e strumenti ad un livello almeno europeo per sfruttare appieno – e non subire – le enormi possibilità di innovazione, di crescita e di occupazione che la digitalizzazione dell’economia e della società porta con sé.

Ecco perché l’Unione europea sta lavorando alla attuazione di una strategia europea per l’economia digitale, che si fonda su tre grandi pilastri:

  1. migliorare l’accesso online ai beni e servizi in tutta Europa per i consumatori e le imprese: questo significa eliminare in tempi rapidi le differenze fondamentali che separano il mondo online dal mondo offline al fine di abbattere le barriere che bloccano l’attività online attraverso le frontiere europee (ostacoli al commercio elettronico; problemi di diritti di autore; i cosiddetti “geoblocchi”, ecc.);
  2. creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle reti e dei servizi digitali: significa creare la disponibilità di infrastrutture e di servizi contenutistici ad alta velocità protetti e affidabili, sostenuti da condizioni regolamentari propizie all’innovazione, agli investimenti, alla concorrenza leale e alla parità di condizioni, a partire dalla liberalizzazione e da una gestione uniforme a livello europeo dello spettro radio, che è il presupposto essenziale per la diffusione della banda larga;
  3. massimizzare il potenziale di crescita dell’economia digitale europea: ciò implica investimenti nelle infrastrutture e tecnologie delle TIC, come le nuvole informatiche (cloud computing), i megadati (big data), la scienza induttiva (data-driven) e l’Internet delle cose; ricerca e innovazione per rafforzare la competitività industriale e migliorare i servizi pubblici; inclusione sociale e una agenda europea che contribuisca a dotare i cittadini delle competenze necessarie per i posti di lavoro nell’era digitale.

Come realizzare il mercato unico digitale?

La Commissione europea ha predisposto una tabella di marcia, da completare entro il 2016.

La lista delle sedici iniziative in corso è la seguente e, come ho anticipato all’inizio, camb cittadini, imprese e operatori delle telecomunicazioni:

Fonte: Comunicazione della Commissione europea, Strategia per il mercato unico digitale in Europa, 6 maggio 2015

Fonte: Comunicazione della Commissione europea, Strategia per il mercato unico digitale in Europa, 6 maggio 2015

Lo stato di avanzamento del mercato unico digitale

Una prima serie di proposte sono state adottate dalla Commissione europea nel dicembre 2015 e riguardano il diritto d’autore e i contratti digitali; nel febbraio 2016 è stato adottato un progetto di decisione sul coordinamento dello spettro radio.

Infine, a metà aprile la Commissione ha presentato il primo pacchetto di politica industriale nel quadro della strategia per il mercato unico digitale, al quale dedicherò il prossimo articolo del blog.

Un nuovo diritto del mercato unico digitale europeo?

Come accennavo all’inizio, il mercato unico digitale si fonda su una serie di norme speciali, create appositamente per disciplinare relazioni giuridiche che nascono attraverso le rete e sono gestite mediante le nuove tecnologie.

Queste norme speciali riguardano vasti ambiti delle attività sociali ed economiche: dai diritti dei consumatori alle norme sulla privacy; dai diritti di accesso alle infrastrutture di comunicazione all’accesso ai servizi pubblici fondamentali.

Il primo “corpus” di questo diritto speciale in parte è già scritto e in vigore; in larga parte è in fase di costruzione.

In questo file, ho elaborato una tabella di sintesi, aggiornata ad oggi, del nuovo diritto digitale, con indicate sia le norme vigenti, sia le proposte legislative oggi all’esame da parte dei due rami legislativi dell’Unione europea.

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLA FONTI DI INFORMAZIONE:

Per seguire tutte le iniziative dell’Unione europea per la realizzazione del mercato unico digitale è essenziale il sito web della Commissione europea dedicato al “Digital Single Market”.

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