“Capitale europea della cultura”: un’opportunità di crescita per le città

8 luglio 2016 di Mauro Varotto

Su iniziativa dell’allora ministro greco della cultura Melina Mercouri, attrice e cantante, prima ancora che figura politica, dal 1985 le città sono al centro delle vita culturale in Europa, attraverso l’iniziativa dell’Unione europea denominata: “Capitale europea della cultura”.

Da 1985 ad oggi sono state selezionate e designate 54 città europee quali “Capitali europee della cultura”: la prima fu Atene (1985); nel 2016 lo sono Wrocław (Breslavia ) in Polonia e Donostia-San Sebastián nei Paesi Baschi in Spagna.

Inoltre, sono già state designate le Capitali europee della cultura fino al 2019, secondo il seguente calendario:

  • 2017 – Aarhus (Denmark) and Pafos (Cyprus)
  • 2018 – Leeuwarden (Netherlands) and Valetta (Malta)
  • 2019 – Plovdiv (Bulgaria) and Matera (Italy)
  • 2020 – Rijeka (Croatia) and tbc (Ireland)

Quindi, in Italia, dopo Firenze, Bologna e Genova, nel 2019 tale titolo sarà assegnato nuovamente ad una città italiana, Matera, che ha superato un percorso di selezione effettuato dalla Commissione europea, congiuntamente con il Governo italiano, iniziato ufficialmente a fine 2012, sei anni prima dell’evento, come prevedono le attuali regole di candidatura.

L’iniziativa è stata aperta anche alla partecipazione delle città dei Paesi candidati e potenziali candidati all’ingresso nell’Unione europea. Una recente proposta della Commissione europea propone di aprirla anche alle città dei Paesi dell’accordo sullo Spazio economico europeo (paesi EFTA/SEE), cioè Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

Per le città selezionate si tratta di un’ottima opportunità per curare l’immagine e farsi conoscere a livello europeo e mondiale, per attrarre un numero maggiore di turisti e, soprattutto, per ripensare il modello di sviluppo attraverso la cultura. Uno studio ha dimostrato che il titolo di “Capitale europea della cultura” ha un impatto anche economico rilevante: nell’anno in cui le prime 54 città designate hanno detenuto il titolo, l’incremento degli arrivi turistici (permanenza di almeno una notte in città) è aumentato, in media, del 12% rispetto all’anno precedente, con punte del 25% in città come Liverpool (2008) e Sibiu (Romania, 2007).

Le procedure di selezione delle città “Capitali europee della cultura”

Il processo di selezione delle città da designare quali “Capitali europee della cultura” si articola in due fasi, sulla base di un elenco cronologico di ammissione alla partecipazione dei singoli Stati membri dell’Unione europea.

Nella prima fase, ogni Stato membro è responsabile dell’organizzazione del concorso tra le città del suo territorio, secondo il calendario fissato in sede europea.

Il nuovo calendario, approvato nel 2014, precisa, infatti, in quale anno ciascuno Stato membro ha diritto di ospitare la “Capitale europea della cultura” (due Stati membri per ogni anno) dal 2020 e fino al 2033.

Gli Stati membri interessati pubblicano un invito a presentare candidature almeno sei anni prima dell’anno del titolo: in Italia è il Governo a indire il bando per la presentazione di manifestazione di interesse da parte delle città.

Poiché il calendario prevede che la prossima partecipazione di città italiane avverrà nel 2033, il processo di selezione delle candidature inizierà nel 2026.

Possono partecipare le città, indipendentemente dalla dimensione le quali possono coinvolgere l’area circostante, per raggiungere un pubblico più vasto e amplificare l’impatto della manifestazione.

La preselezione delle candidature a livello nazionale è effettuata da una giuria di esperti indipendenti, nominati dalle istituzioni e dagli organi dell’Unione europea, integrata da due esperti nominati dai singoli Stati membri.

La preselezione avviene cinque anni prima dell’anno del titolo.

Le città preselezionate sono chiamate poi a completare e rivedere le candidature, in modo da conformarsi ai criteri e tenere conto delle raccomandazioni contenute nella relazione di preselezione: sulla base di queste candidature lo Stato membro interessato designa una città per il titolo di “Capitale europea della cultura” e notifica tale designazione definitiva al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e al Comitato delle regioni almeno quattro anni prima dell’anno del titolo.

Entro due mesi dalla notifica della designazione, la Commissione pubblica l’elenco delle città designate Capitale europea della cultura nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

 

Criteri di selezione delle città “Capitali europee della cultura”

Le Capitali europee della cultura sono scelte sulla base di un programma culturale che deve avere una dimensione europea, coinvolgere il pubblico, essere attraente a livello europeo e dare il proprio contributo allo sviluppo a lungo termine della città.

I criteri di selezione sono formulati a livello europeo e sono identici per tutti i paesi europei.

La giuria seleziona le città in base a sei categorie di criteri di valutazione, tra i quali, i più significativi sono i seguenti:

  • esistenza di una strategia culturale a lungo termine per la città candidata: quindi, non sono ammesse candidature improvvisate;
  • il programma culturale annuale proposto deve avere una dimensione europea, prevedendo, ad esempio, attività destinate a promuovere la diversità culturale dell’Europa, il dialogo interculturale e una maggiore comprensione reciproca tra i cittadini europei;
  • esistenza di una visione artistica e di una strategia chiare e coerenti per il programma culturale annuale
  • sussistenza di un ampio e forte sostegno politico e di un impegno sostenibile da parte delle autorità locali, regionali e nazionali che rendano credibili le capacità di realizzazione del programma;
  • coinvolgimento della popolazione locale e della società civile nella preparazione della candidatura e nella realizzazione dell’azione
  • sostenibilità della strategia di raccolta di fondi e del bilancio proposto e struttura di governance in grado di assicurare il successo del programma annuale.

In definitiva, l’attribuzione del titolo si basa su un programma culturale creato appositamente per partecipare all’iniziativa e caratterizzato da una forte dimensione europea. Tuttavia, tale programma culturale deve rientrare in una strategia a più lungo termine, con un impatto sostenibile sullo sviluppo economico, culturale e sociale della città candidata.

 

Il premio Melina Mercouri

L’iniziativa rientra nel programma dell’Unione europea denominato “Europa creativa”, il quale mira a salvaguardare, sviluppare e promuovere la diversità culturale e linguistica europea, a promuovere il patrimonio culturale europeo e a rafforzare la competitività dei settori culturali e creativi europei.

In tale contesto la Commissione europea può assegnare ad una città nominata “Capitale europea della cultura” un premio pecuniario in onore di Melina Mercouri in funzione delle disponibilità finanziarie previste dal quadro finanziario pluriennale: gli ultimi premi si sono aggirati intorno a 1,5 milioni di euro.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito web dell’iniziativa Capitali europee della cultura.

Decisione n. 445/2014/UE del Parlamento e del Consiglio, del 16 aprile 2014 , che istituisce un’azione dell’Unione «Capitali europee della cultura» per gli anni dal 2020 al 2033 e che abroga la decisione n. 1622/2006/CE

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