Non basta lo Stato per far crescere l’economia

12 agosto 2016 di Mauro Varotto

I dati di ferragosto sulla crescita dell’economia in Europa nel secondo trimestre dell’anno, da pochi giorni pubblicati dall’Eurostat, dicono che, sia i 19 Paesi della zona euro che i 28 Paesi dell’Unione europea, continuano a crescere, seppure lentamente: +0,3% i primi e +0,4% i secondi nel trimestre aprile-giugno 2016.

Anche gli USA, nel medesimo periodo, sono cresciuti dello 0,3%.

L’Italia, invece, non cresce: il nostro PIL è fermo, immobile, come del resto, in Europa, capita anche per la Francia e l’Austria.

Tutti gli altri Paesi dell’Unione crescono di qualche decimo di punto: nell’area del Mediterraneo crescono la Spagna (+0,7%), il Portogallo (+0,2%) e persino la Grecia (+0,3%).

 

Su base annua, i 19 Paesi della zona euro crescono del 1,6% e i 28 dell’Unione del 1,8%. Gli USA, invece, dell’1,2%.

Tra i Paesi UE del Mediterraneo, nel medesimo arco di tempo, l’Italia è cresciuta meno della metà dell’Unione europea (+0,7%), rispetto alla crescita sostenuta della Spagna (+3,2%) e più moderata del Portogallo (+0,8%) (la Grecia è a -0,7%).

I dati mensili di giugno 2016 sulla produzione industriale, pubblicati sempre oggi dall’Eurostat, dicono che l’industria in Europa è in lieve crescita; in Italia, addirittura, in calo.

L’economia italiana non presenta ancora segnali di ripresa, nonostante l’impennata della spesa pubblica e i numerosi interventi pubblici di sostegno a infrastrutture e imprese, il cui unico effetto, sino ad oggi, sembra solo quello di fare aumentare il debito pubblico italiano.

Forse gli interventi pubblici non bastano.

Forse, nel contesto attuale, aumentare la spesa pubblica è inutile e, persino, controproducente.

Forse servono riforme più coraggiose, che hanno un nome che in Italia provoca fortissime allergie: si chiamano liberalizzazioni.

La legge sulla concorrenza in discussione proprio in questi giorni al Senato potrebbe dare un grande incentivo a chi ha voglia di intraprendere, aprendo quei settori dell’economia che sono ancora chiusi alle logiche di mercato ed eliminando tante rendite di posizione di chi opera protetto dalla libera concorrenza.

E’ il mercato che fa crescere l’economia.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Eurostat, comunicati stampa del 12 agosto 2018:
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