La revisione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 dell’Unione europea

23 settembre 2016 di Mauro Varotto

La programmazione delle spese dell’Unione europea si basa su un quadro finanziario pluriennale (QFP) che, attualmente, ha la durata di sette anni, dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016.

Tale strumento non rappresenta né una programmazione finanziaria meramente indicativa, poiché i massimali di spesa stabiliti anno per anno e rubrica di spesa per rubrica di spesa sono vincolanti per le Istituzioni europee che concorrono all’approvazione dei bilanci annuali; non è nemmeno un bilancio pluriennale, poiché l’Unione europea dispone di un bilancio annuale, la cui approvazione è obbligatoria e indispensabile, sia per determinare il livello effettivo delle spese annuali, nell’ambito dei massimali previsti per quell’anno dal quadro finanziario, sia per ripartire le spese tra le diverse linee di bilancio.

Una programmazione a medio-lungo termine come quella dell’Unione europea si basa su calcoli e proiezioni legati ad una determinata situazione economica, la quale, nel corso del tempo può anche cambiare, così come possono emergere nuove e impreviste esigenze.

Questo è il motivo per cui il regolamento del Consiglio dell’Unione europea che stabilisce il QFP per il periodo 2014-2020, ha previsto che, entro la fine del 2016, la Commissione europea riesamini tale quadro finanziario e proponga una sua eventuale revisione “tenendo pienamente conto della situazione economica in quel momento nonché delle proiezioni macroeconomiche più aggiornate”.

Questa proposta di riesame e di revisione è stata presentata dalla Commissione europea in occasione del discorso sullo stato dell’Unione 2016, che il Presidente Jean-Claude Juncker ha tenuto dinanzi al Parlamento europeo il 14 settembre scorso.

Tale proposta è, quindi, un atto politico attraverso il quale la Commissione europea fornisce una sua lettura della situazione dell’Unione e definisce gli eventuali adeguamenti all’evoluzione della situazione.

Nuove sfide per l’Unione europea

L’attuale QFP per il periodo 2014-2020 è stato adottato nel 2013 in un contesto caratterizzato dalla crisi economica e finanziaria e da restrizioni di bilancio in numerosi Stati membri.

Di conseguenza, il QFP ha concentrato l’attenzione sugli investimenti nei settori con più elevato valore aggiunto europeo al fine di stimolare la crescita e l’occupazione.

In secondo luogo, ha rafforzato il collegamento tra il bilancio dell’Unione e le riforme amministrative e strutturali degli Stati membri, introducendo forti elementi di condizionalità nell’utilizzo dei fondi europei attraverso i programmi nazionali e regionali.

Infine, il QFP ha introdotto un’impostazione di bilancio maggiormente basata sui risultati, al fine di fare fruttare di più ogni euro speso dal bilancio dell’Unione, valutando adeguatamente i risultati ottenuti dalle spese sostenute.

Oggi emergono nuove sfide, rispetto a quelle del 2013: in particolare, l’Unione europea sta affrontando: rafforzare l’economia e il tessuto sociale dell’Europa, garantire la sicurezza all’interno dell’Unione e alle frontiere esterne, gestire la migrazione e affrontare le cause e le conseguenze del cambiamento climatico.

 

La revisione intermedia del QFP 2014-2020

Il pacchetto finanziario proposto dalla Commissione europea per l’ultimo periodo di programmazione dell’attuale QFP, relativo agli anni 2017-2020, prevede un sostanziale aumento degli stanziamenti di bilancio per il 2017, legati ad un deciso incremento delle spese per la gestione dei flussi migratori; alcuni stanziamenti supplementari per i Fondi strutturali e di investimento europeo, che però derivano da meccanismi tecnici; infine un aumento degli importi di spesa per la sicurezza e per i programmi destinati alla crescita e all’occupazione.

In tutto, la Commissione propone un pacchetto di 13 miliardi di euro di stanziamenti supplementari, nel periodo 2017-2020, per la crescita e l’occupazione, la migrazione e la sicurezza.

Mobilitazione dello strumento di flessibilità e della riserva per gli aiuti d’urgenza per far fronte ai flussi migratori, da un lato, e rifinanziamento di programmi di spesa attuati con successo, soprattutto a favore dell’occupazione dei giovani, sono i due cardini della revisione di medio termine proposta dall’Unione europea.

Secondo la Commissione europea per gestire la migrazione, la crisi dei rifugiati e le questioni di sicurezza, nel periodo 2018-2020 saranno necessari ulteriori 2,55 miliardi di euro, principalmente destinati alla creazione della Guardia costiera e di frontiera europea, al rafforzamento di EUROPOL, alla nuova Agenzia dell’UE per l’asilo, alla revisione del sistema comune di asilo di Dublino, al sostegno di emergenza all’interno dell’Unione e al sistema di ingressi/uscite volto a registrare i dati relativi all’ingresso, all’uscita e al rifiuto dell’ingresso dei cittadini di paesi terzi che attraversano le frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea.

Per favorire la crescita e l’occupazione, la Commissione intende rafforzare il programma quadro “Orizzonte 2020” (+ 400 milioni di euro), il Meccanismo per collegare l’Europa (+ 400 milioni di euro), i programmi Erasmus+ e COSME (+200 milioni di euro cadauno) e l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile (+1 miliardo di euro).

Inoltre, propone di raddoppiare la durate e la capacità finanziaria del Fondo europeo per gli investimenti strategici, che attualmente prevede un piano di investimenti per l’Europa da 315 miliardi di euro: la Commissione chiede di portare tale cifra ad almeno 500 miliardi di euro entro il 2020, fino a raggiungere i 630 miliardi di euro entro il 2022.

La seguente tabella sintetizza la proposta della Commissione europea.

Fonte: Commissione europea, Allegato finanziario alla proposta di riesame/revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale 2014-2020, 14 settembre 2016

 

Verso il prossimo quadro finanziario pluriennale

La Commissione europea annuncia per la fine del 2017 la presentazione delle proposte relativa alla programmazione post-2020, anticipando che il prossimo QFP sarà caratterizzato da profondi cambiamenti.

La proposta si ispirerà all’iniziativa in corso da parte della Commissione, denominata “Un bilancio incentrato sui risultati” e terrà conto delle sfide future e dei bisogni dell’Unione dopo il 2020 e della valutazione tanto dell’efficacia degli approcci esistenti in settori quali la politica di coesione, la politica agricola comune e gli strumenti per l’azione esterna, quanto delle possibilità del bilancio dell’UE di dare un contributo in nuovi settori, per esempio per quanto riguarda il completamento dell’Unione economica e monetaria europea, sulla base della tabella di marcia contenuta nella relazione dei cinque presidenti, e il settore della difesa e della sicurezza.

La nuova proposta sarà anche l’occasione per riconsiderare la struttura, il finanziamento e la durata del bilancio per garantire che tali aspetti permettano di esprimere al massimo la capacità del bilancio di sostenere gli obiettivi politici dell’Europa.

Infine, vi è un crescente consenso attorno al fatto che la modernizzazione del bilancio dell’UE richiede una riforma coerente per quanto riguarda sia le spese che il finanziamento. Su questo aspetto, la Commissione attende con interesse le raccomandazioni del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, presieduto dal prof. Mario Monti, che rappresenteranno un importante contributo all’elaborazione delle sue proposte per il prossimo QFP.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Comunicazione della Commissione, Riesame/revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 Un bilancio dell’UE incentrato sui risultati, doc. COM(2016) 603 del 14.09.2016

 

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