Agenda urbana europea: i partenariati tematici tra città

14 ottobre 2016 di Mauro Varotto

Nel quadro degli obiettivi più generali perseguiti dall’Unione europea, la politica urbana si concentra sulle sfide che affrontano le città europee e che interessano in generale tutti gli Stati membri, ma tiene conto, nel contempo, dei diversi profili urbani dei singoli Stati.

L’Unione europea chiama significativamente la propria politica urbana “Agenda urbana”, a indicare che la politica non è solo pensiero ma, soprattutto, azione.

Tuttavia, la nuova “Agenda urbana” dell’Unione europea – denominata “Patto di Amsterdam”, perché è stata approvata dai ministri responsabili delle questioni urbane dei ventotto Paesi membri, nel corso di una riunione informale che si è tenuta ad Amsterdam il 30 maggio 2016 – è un documento di principi, con un valore meramente politico e non giuridico.

Come precisa il Consiglio dell’Unione europea nelle sue Conclusioni su un’agenda urbana per l’UE del 24 giugno 2016, questa iniziativa, da un lato, “non inciderà sull’attuale ripartizione delle competenze giuridiche e sulle strutture operative e decisionali esistenti, né trasferirà competenze al livello dell’UE”, dall’altro lato, “non creerà nuove fonti di finanziamento dell’UE, non punterà a stanziamenti più elevati per le autorità urbane”.

Questo, in sintesi, l’iter di approvazione e il significato, politico e giuridico, della nuova agenda urbana dell’Unione europea.

In un precedente post ho avuto modo di delineare le principali tappe dell’evoluzione della politica urbana dell’Unione europea e di soffermarmi sulle effettive competenze dell’Unione in questo ambito, tuttavia il “Patto di Amsterdam” rappresenta un sicuro stimolo per tutte le città europee, di qualsiasi dimensione e territorio, per affrontare in maniera anche innovativa le sfide emergenti.

Inoltre, per completare l’inquadramento della nuova agenda urbana dell’UE, sottolineo che essa si inserisce in un contesto internazionale, in particolare nella nuova agenda urbana globale che sarà adottata nella terza “Conferenza delle Nazioni Unite sull’edilizia abitativa e lo sviluppo urbano sostenibile (Habitat III)”, che si terrà a Quito, capitale dell’Ecuador, dal 17 al 20 ottobre, e che rifletterà una visione condivisa del mondo e l’impegno comune, a livello mondiale, per sfruttare il potenziale della rapida urbanizzazione in atto ai fini dello sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni, social, ambientale ed economica.

 

Il “Working Programme” dell’Agenda urbana e le Partnership

Al “Patto di Amsterdam” la Commissione europea ha allegato un proprio “documento di lavoro”, che ne propone un concreto programma di attuazione.

Il documento descrive la “Governance” della Agenda urbana europea, propone una lista di dodici temi chiave su cui lavorare nei prossimi anni per migliorare la qualità della vita nelle città; infine, introduce, tra le azioni, uno strumento innovativo di attuazione: le Partnership tematiche.

Si tratta di partenariati tematici a livello europeo, uno per ciascuno dei dodici temi prioritari dell’agenda urbana, cui partecipano la Commissione europea, gli Stati membri, le città europee e i portatori di interesse.

Ogni Partnership è composta dalla Commissione europea, da cinque autorità urbane europee, da cinque Stati membri, da stakeholders e da eventuali osservatori esterni.

Ogni Stato membro, ogni città od altro soggetto interessato. sono liberi di determinare il proprio livello di partecipazione all’agenda urbana.

Lo scopo delle Partnership tematiche è di individuare le migliori soluzioni alle sfide economiche, ambientali, climatiche, demografiche e sociali delle aree urbane.

I risultati del lavoro di queste Partnership potranno essere considerati contributi non vincolanti per l’ideazione futura di normative, strumenti e iniziative dell’Unione europea e per la loro revisione di quelle esistenti.

Questi partenariati avranno una durata di due o tre anni e l’attività che sono chiamati a svolgere è scandita da un preciso calendario articolato, in linea di massima, in cinque fasi:

  1. elaborazione di un inventario di quanto è già stato realizzato in Europa sul tema specifico di cui si occupa il partenariato (Stocktaking);
  2. sviluppare alcune azioni preparatorie per individuare ostacoli e potenzialità, nonché le specifiche aree di interesse in cui concentrare il successivo piano d’azione (Preparatory actions);
  3. elaborare un piano di azione, sulla base delle indicazioni emerse dalle azioni preparatorie, che preveda anche specifiche raccomandazioni sui successivi passi da intraprendere (Define the objectives and deliverables);
  4. attuazione concreta del piano di azione (Implementation of the Action Plan);
  5. valutazione del piano di azione e individuazione delle lezioni apprese per eventuali nuovi partenariati (Evaluation of the Partnership).

Tre sono le domande alle quali ogni partenariato, in base al tema assegnato, dovrà rispondere:

  • come migliorare la legislazione dell’Unione europea in modo che rifletta meglio le esigenze, le pratiche e le responsabilità delle città? [Better Regulation]
  • come assicurare un migliore accesso e utilizzo dei fondi europei nelle aree urbane? [Better Funding]
  • come migliorare la base di conoscenze sulle città europee, stimolare la condivisione delle migliori pratiche e la cooperazione tra di esse? [Better Knowledge]

Come ho anticipato, sono dodici i partenariati complessivamente previsti, uno per ogni tematica prioritaria.

I primi quattro partenariati pilota si sono già formati e hanno iniziato a lavorare:

  • la città di Amsterdam (Paesi Bassi) coordina il partenariato sull’inclusione dei migranti. Vi partecipano, oltre ad Amsterdam, la città metropolitana di Barcellona (ES), Berlino (DE), Atene (GR) ed Helsinki (FI);
  • i Paesi Bassi coordinano il partenariato sulla qualità dell’aria. Vi partecipano le seguenti città europee: Helsinki (FI), Londra (UK), Utrecht (NL), Milano (IT) e Constanta (RO);
  • la Slovacchia coordina il partenariato sulla edilizia abitativa. Vi partecipano le città di Vienna (AU), Riga (LV), Scottish Cities Alliance (UK), Poznan (PL) e Lisbona (PT);
  • Belgio e Francia coordinano il partenariato sulla povertà urbana. Vi partecipano le città di Birmingham (UK), Kortrijk (BE), Lilla (FR), Daugavpils (LV), Timisoara (RO), Lodz (PL) e Keratsini (GR).

L’Italia è presente solo in due partenariati: a livello governativo, nel partenariato sull’inclusione dei migranti; a livello cittadino, con Milano, nel partenariato sulla qualità dell’aria.

Nel gennaio 2017, saranno lanciate quattro nuove partnership in via di costituzione:

  • Oslo (Norvegia) coordinerà il partenariato sul tema dell’economia circolare nelle città;
  • Estonia, Oulu (Finlandia) e Sofia (Bulgaria) coordineranno congiuntamente il partenariato sul passaggio al digitale;
  • Repubblica Ceca e Karlsruhe (Germania) coordineranno il partenariato sulla mobilità urbana;
  • Romania, Rotterdam (Paesi Bassi) e Jelgava (Lettonia) il partenariato sui posti di lavoro e nuove competenze.

Entro l’estate del 2017 dovrebbero essere completati i partenariati con gli ultimi quattro sui seguenti temi:

  • adattamento ai cambiamenti climatici (comprese le infrastrutture verdi);
  • transizione energetica;
  • appalti pubblici;
  • uso sostenibile del suolo e conservazione della natura.

 

Connettere e condividere

In conclusione, l’Agenda urbana dell’Unione europea è un riconoscimento fondamentale dell’importanza del ruolo delle zone urbane di tutte le dimensioni e in tutti i diversificati contesti territoriali europei, al fine di conseguire le priorità politiche dell’Unione europea.

D’altro canto, apre anche la strada a nuovi scenari di crescita per le città stesse: il “Patto di Amsterdam” e gli strumenti posti in atto dalla Commissione europea, sono un forte invito a “fare rete”, dal livello regionale a quello europeo, aggregandosi a livello locale per cooperare all’interno delle cosiddette aree funzionali urbane; favorendo i collegamenti urbano-rurali, collegandosi con le altre città europee, con le quali scambiarsi informazioni, esperienze e dalle quali imparare.

Perché l’Unione europea è oggi un grande spazio in cui istituzioni, imprese e cittadini di ogni luogo d’Europa possono interagire e cooperare a livello politico, giuridico, economico e sociale.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Conclusioni del Consiglio del 24 giugno 2016 su un’agenda urbana per l’UE

Urban Agenda for the EU. Pact of Amsterdam

Il nuovo canale unico di accesso alle iniziative dell’UE per le città: “Cities”

Il nuovo Knowledge Centre for Territorial Policies del Centro Comune di Ricerca della Commissione europea fornisce un unico punto di accesso per indicatori comuni sullo stato e le tendenze in oltre ottocento aree urbane europee, ad esempio sulla demografia, sviluppo economico o accesso ai servizi

I risultati dell’European Week of Regions and Cities che si è tenuta a Bruxelles dal 10 al 13 ottobre 2016

Il sito di UN Habitat for a better urban future

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