La situazione dei trasporti nell’Unione europea e in Italia: il quadro di valutazione 2016 della Commissione europea

28 ottobre 2016 di Mauro Varotto

La Commissione europea ha pubblicato ieri l’edizione 2016 del “Quadro di valutazione dei trasporti dell’Unione europea [Transport Scoreboard 2016], nel quale sono confronti i risultati dei ventotto Stati membri in ben trenta indicatori che coprono tutti gli aspetti dei trasporti, dal mercato all’impatto sul clima e sull’ambiente, dal sistema delle infrastrutture ai servizi ai cittadini.

 

L’obiettivo di questa valutazione, che viene effettuata annualmente, non è quello di stilare una graduatoria europea degli Stati membri con i sistemi di trasporto più efficienti, ma di aiutare i singoli Stati membri a individuare gli ambiti di intervento prioritari per gli investimenti.

I trenta indicatori sono suddivisi in quattro grandi aree:

  1. Mercato interno: quest’area comprende indicatori relativi alla situazione del mercato dei servizi di trasporto – via terra, via mare e via aria – nei singoli Stati membri, quali, ad esempio, la quota di mercato delle imprese ferroviarie concorrenti con l’operatore principale; la quota di occupazione nelle imprese di trasporto; o, ancora, il numero di cause pendenti per una presunta violazione del diritto dell’Unione europea e lo stato di recepimento delle direttive europee sui trasporti;
  2. Investimenti e infrastrutture: quanto investono i singoli Stati membri nelle infrastrutture di trasporto? In che misura stanno realizzando le connessioni relative alla rete centrare europea dei trasporti TEN-T? Una serie di indicatori misurano questi aspetti strategici per interconnettere l’Europa;
  3. Unione dell’energia e innovazione: i trasporti rappresentano il 23% di tutte le emissioni di gas a effetto serra (dal calcolo sono esclusi i trasporti internazionali) e impiegano il 33% di tutta l’energia utilizzata in Europa. Per limitare le emissioni e ridurre il consumo di energia sono fondamentali la ricerca e l’innovazione. Gli indicatori in questa area misurano, ad esempio, la quota di energie rinnovabili prodotta da ciascuno Stato membro e impiegata come carburante nei trasporti; oppure, la quota di spesa privata in ricerca e sviluppo da parte delle imprese di trasporto;
  4. Persone: gli indicatori riguardano la sicurezza e l’accessibilità dei traporti per i cittadini. In questa area sono comparati indicatori relativi, ad esempio, alla sicurezza stradale e ferroviaria, alla soddisfazione degli utenti per i trasporti urbani, ferroviari e aerei; o, infine, fattori come la percentuale di donne impiegate nel settore dei trasporti.

Il quadro di valutazione riunisce dati provenienti da diverse fonti pubbliche (come Eurostat, l’Agenzia europea dell’ambiente e il Forum economico mondiale). Può essere consultato in base al paese o all’argomento (mercato interno, investimenti e infrastrutture, Unione dell’energia e innovazione, persone).

Per il terzo anno consecutivo l’Olanda si classifica al primo posto nell’Unione europea con il punteggio complessivo più alto tra i ventotto paesi membri per le proprie infrastrutture di trasporto: il Paese risulta il più avanzato in Europa per strade, porti e aeroporti. Sono anche il Paese con il maggior numero di punti di ricarica per veicoli elettrici per città in Europa, e hanno il record della sicurezza stradale.

Invece, la Romania si colloca all’ultimo posto in Europa per il sistema dei trasporti: un’unica impresa ha il monopolio dei traporti ferroviari; in generale ha infrastrutture obsolete, anche se ultimamente registra alcuni segnali di miglioramento, soprattutto provenienti dalla soddisfazione dei consumatori sui trasporti con urbani, ferroviari e aerei.

L’Italia si trova a metà classifica, al posto numero 17. Il nostro paese ha la più alta quota di nuove auto che utilizzano carburanti alternativi: il dato è legato, pressoché esclusivamente, alle vendite di veicoli a GPL e gas naturale. La soddisfazione dei consumatori per i trasporti urbani, aerei e ferroviari è tra le più basse d’Europa. Il numero di donne che lavora nel settore dei trasporti è al di sotto della media europea. La sicurezza stradale è nella media dell’Unione europea.

La tabella seguente indica quante volte ciascun paese – rispetto a ciascuno dei trenta indicatori – è classificato tra i primi (colonna verde) e tra gli ultimi (colonna rossa).

Il punteggio complessivo (Overall) è calcolato sottraendo i punteggi negativi da quelli positivi.

Nell’ultima colonna (Rank) è riportata la graduatoria in base al punteggio complessivo.

 

Fonte: European Commission, Transport Scoreboard 2016

Fonte: European Commission, Transport Scoreboard 2016

 

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

Tutti i dati sono disponibili nel sito Internet dell’ “EU transport Scoreboard”.

#EUTransportScoreboard

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