Una città per tutti: le agende urbane delle Nazioni Unite e dell’Unione europea

18 novembre 2016 di Mauro Varotto

Alla Conferenza delle Nazioni Unite sugli insediamenti umani e lo sviluppo urbano sostenibile, “Habitat III”, che si è svolta a Quito (Ecuador) dal 17 al 20 ottobre 2016, hanno partecipato 45.000 persone, in rappresentanza di Stati e città del mondo, nonché della società civile. E’ stata la Conferenza ONU con il più alto numero di presenze nella storia dell’organizzazione.

Dalle discussioni è uscita la proposta di una “Nuova agenda urbana” (New Urban Agenda) che guiderà lo sviluppo delle città nei prossimi vent’anni.

L’esigenza di una agenda politica per le città decisa a livello globale nasce da un semplice dato di fatto: entro il 2050 raddoppierà la popolazione che attualmente abita nelle città.

Il processo di urbanizzazione sarà una delle tendenze più importanti del XXI secolo e porrà alle nostre città enormi sfide di “sostenibilità”: a esempio, in termini di alloggi, infrastrutture, servizi di base, approvvigionamento alimentare, salute, educazione, lavoro, sicurezza dei cittadini, gestione del suolo e delle risorse naturali.

La “Nuova agenda urbana” delle Nazioni unite vuole delineare un percorso nuovo e condiviso a livello mondiale per affrontare tali sfide.

E’ un documento di 23 pagine che inizia con una dichiarazione di principi e si sviluppa con un “Implementation plan” strutturato in tre parti: sviluppo urbano sostenibile; strumenti per una efficace realizzazione; modalità per il monitoraggio e la revisione del piano d’azione.

La dichiarazione di principi si impernia su una “visione condivisa” (shared vision), a livello mondiale, su quale debba essere il futuro delle nostre città.

E’ la visione di “una città per tutti”, città capaci di promuovere l’inclusione e di garantire che tutti gli abitanti, sia delle generazioni presenti che di quelle future, senza discriminazioni di alcun tipo, possano utilizzare, godere e produrre città e insediamenti umani equi, sicuri, salubri, accessibili, resilienti e sostenibili.

Questa visione è anche definita, nel documento finale, come “diritto alla città”.

Altri aspetti di principio della nuova agenda urbana sono la funzione sociale ed ecologica dei suoli, come premessa al godimento del principio del diritto alla casa; l’impegno civico e la partecipazione, come fondamenti del senso di appartenenza; l’importanza dello spazio pubblico, come luogo di socializzazione.

I principi e gli impegni ruotano poi attorno alle tre componenti universalmente accettate dello sviluppo sostenibile: sociale (nessuno rimanga indietro – leaving no one behind); economico (trarre vantaggio dalle economie di agglomerazione di insediamenti correttamente pianificati); ambientale (usi sostenibili del suolo e delle risorse naturali ed energia pulita).

Il Patto di Amsterdam: un’agenda urbana per l’Unione europea

L’agenda urbana per l’Unione europea, adottata il 30 maggio 2016 e meglio conosciuta come “Patto di Amsterdam”, è l’attuazione, a livello europeo, dei principi, degli impegni e delle azioni previsti dalla nuova agenda urbana delle Nazioni Unite appena descritta.

Le due agende urbane, quella dell’ONU e quella dell’UE, condividono, infatti, l’identica visione di uno sviluppo urbano equilibrato, sostenibile e integrato delle nostre città.

Più del 70% dei cittadini europei vive in aree urbane: secondo le proiezioni dell’ONU, entro il 2050, questa percentuale è destinata a salire all’80%. Oggi, nelle aree urbane si concentra il 73% dei posti di lavoro dell’UE e, infine, l’80% dei laureati con un’età tra i 24 e i 64 anni.

La crescita delle aree urbane, dunque, sarà la dinamica che avrà l’impatto più importante sullo sviluppo sostenibile dell’Europa e sui cittadini europei.

La nuova agenda urbana per l’UE intende istituire un processo di partecipazione delle città alla definizione delle politiche europee: questa è la chiave di lettura della strategia urbana dell’UE.

Non ricette preconfezionate o soluzioni miracolose, ma partecipazione di tutte le città di tutte le dimensioni e di tutti i contesti territoriali e confronto aperto sulle migliori soluzioni da proporre per affrontare le sfide, attuali e future, come pure la cooperazione all’interno delle aree funzionali urbane e i collegamenti tra città e campagna.

Nell’ambito della nuova agenda urbana europea, tutte le città, attraverso il nuovo strumento dei “Partenariati tematici tra città”, sono chiamate, su base volontaria, a dare un contributo in tre ambiti ben precisi che le interessano direttamente e che sono anche i tre pilastri della nuova politica urbana europea:

  • la legislazione dell’UE (Better Regulation): gran parte della legislazione adottata dall’UE ha un impatto, diretto o indiretto, sulle città. Le città devono poter esprimere il loro punto di vista al fine rendere la legislazione dell’UE più vicina alle esigenze, alle prassi e alle responsabilità da esse espresse;
  • i finanziamenti dell’UE (Better Funding): molte città europee partecipano ai programmi dell’UE e usufruiscono dei suoi finanziamenti. Le città, quindi, possono svolgere un ruolo importante nel fornire indicazioni circa il più semplice accesso ai fondi europei e il migliore utilizzo;
  • le conoscenze e le esperienze (Better Knowledge): le informazioni sull’evoluzione delle città europee e sulle esperienze di maggiore successo sono oggi frammentate, poco diffuse e sconosciute. Raccogliere informazioni sullo sviluppo delle città europee e creare gli strumenti necessari perché le città possano scambiarsi informazioni, conoscenze ed esperienze, è un aspetto importante della nuova agenda urbana europea.

Con i suoi 12 temi prioritari e i relativi piani d’azione, la governance multilivello e l’accento posto sullo scambio di esperienze e l’apprendimento tra pari, la nuova agenda urbana per l’UE intende coinvolgere le città interessate – ma anche le imprese, le ONG e i rappresentanti degli Stati membri e delle istituzioni dell’UE – in un nuovo percorso di partecipazione politica, di realizzazione di nuovi progetti e di condivisione e diffusione di buone pratiche.

 

ACCESSO DIRETTO ALLE FONTI DI INFORMAZIONE:

La nuova agenda urbana delle Nazioni Unite è disponibile sul sito ufficiale della Conferenza “Habitat III”.

L’Agenda Urbana per l’Unione europea è disponibile nel sito ufficiale della Commissione europea.

 

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